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Medicina rigenerativa, il tessuto adiposo microframmentato apre nuove prospettive tra artrosi e oncologia

Salute

La medicina rigenerativa amplia il proprio raggio d’azione e guarda sempre più a soluzioni biologiche capaci di combinare recupero funzionale, riduzione dell’infiammazione e supporto terapeutico personalizzato. Tra le tecnologie al centro dell’attenzione scientifica emerge il tessuto adiposo microframmentato (MFAT), approccio sviluppato per favorire i processi rigenerativi dell’organismo e oggi oggetto di nuove applicazioni cliniche che coinvolgono ortopedia, medicina sportiva e oncologia.

I più recenti risultati della ricerca saranno illustrati il 22 maggio durante il Milan Longevity Summit, manifestazione dedicata ai temi della longevità e della salute integrata in programma all’Allianz MiCo di Milano dal 20 al 23 maggio. A presentare i dati sarà Carlo Tremolada, chirurgo plastico e direttore scientifico di Image Regenerative Clinic, inventore della tecnologia Lipogems®.

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Artrosi e recupero funzionale

Secondo gli studi presentati dal gruppo di ricerca coordinato da Tremolada, l’MFAT potrebbe rappresentare una strategia terapeutica innovativa per il trattamento dell’osteoartrosi e di diverse patologie muscoloscheletriche, comprese quelle legate all’attività sportiva.

L’interesse clinico nasce dalla capacità del tessuto adiposo microframmentato di modulare i processi infiammatori e supportare la rigenerazione tissutale attraverso l’azione di cellule stromali e vescicole extracellulari. Questi meccanismi biologici contribuirebbero a preservare l’equilibrio tra cartilagine e osso, limitando il deterioramento articolare tipico delle forme degenerative.

L’approccio si caratterizza inoltre per procedure minimamente invasive e per un recupero funzionale generalmente più rapido rispetto a trattamenti chirurgici tradizionali, aspetto particolarmente rilevante in ambito sportivo e nella popolazione anziana.

Il grasso come “bioreattore naturale”

Accanto alle applicazioni ortopediche, uno dei filoni più innovativi riguarda l’utilizzo dell’MFAT in oncologia come sistema biologico per il rilascio locale di farmaci.

Le ricerche condotte in collaborazione con università e centri italiani hanno evidenziato come il tessuto adiposo microframmentato possa agire da scaffold naturale capace di incorporare e rilasciare agenti chemioterapici direttamente nel sito tumorale.

Tra i risultati più promettenti figurano gli studi sul paclitaxel, farmaco ampiamente utilizzato in oncologia. In modelli sperimentali, sia l’MFAT fresco sia quello devitalizzato avrebbero dimostrato la capacità di trasportare e rilasciare il principio attivo in modo prolungato, con effetti citotossici su differenti linee cellulari tumorali umane.

Longevità e medicina personalizzata

Il tema si inserisce nel più ampio scenario della medicina della longevità, che punta a migliorare qualità della vita, autonomia funzionale e benessere nelle età avanzate.

Il Milan Longevity Summit ospiterà oltre 250 relatori internazionali e approfondirà modelli sanitari integrati basati sul paradigma One Health, con focus su prevenzione, innovazione terapeutica e sostenibilità dei sistemi di cura.

In questo contesto, le tecnologie rigenerative basate sul tessuto adiposo vengono considerate uno degli ambiti più promettenti della ricerca traslazionale, grazie al potenziale di coniugare medicina personalizzata, minore invasività e nuove opportunità terapeutiche.

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