
Accordi con Curevo, LimmaTech Biologics e Vaccine Company per ampliare la pipeline contro infezioni virali e batteriche associate a complicanze neurologiche, oncologiche e resistenza antimicrobica
Eli Lilly and Company rafforza la propria presenza nel settore delle malattie infettive con tre acquisizioni strategiche: Curevo Inc., LimmaTech Biologics AG e Vaccine Company, Inc. L’obiettivo è ampliare il portafoglio vaccinale e sviluppare nuove soluzioni preventive contro infezioni con gravi conseguenze a lungo termine.
L’operazione si inserisce nella strategia di Lilly orientata alla prevenzione delle patologie croniche correlate alle infezioni, in un contesto in cui cresce l’attenzione verso i legami tra agenti infettivi, malattie neurodegenerative, tumori e antibiotico-resistenza.
Tra i dossier più avanzati figura amezosvatein, candidato vaccino sviluppato da Curevo contro l’Herpes zoster. Il prodotto, basato su un adiuvante sintetico di nuova generazione, è progettato per migliorare la tollerabilità rispetto agli attuali vaccini disponibili. Nei trial di fase 2 il candidato avrebbe mostrato una risposta immunitaria comparabile allo standard terapeutico, riducendo però eventi avversi come dolore nel sito di iniezione, brividi e affaticamento.
La prevenzione dello zoster assume un peso crescente anche alla luce delle evidenze che collegano l’infezione a un aumento del rischio cerebrovascolare e a possibili implicazioni neurodegenerative. Lilly prevede di acquisire Curevo per un valore complessivo fino a 1,5 miliardi di dollari, tra pagamento iniziale e milestone future.
L’accordo con LimmaTech Biologics, dal valore potenziale di 780 milioni di dollari, rafforza invece la pipeline antibatterica. L’azienda svizzera sta sviluppando vaccini contro patogeni difficili da trattare a causa della crescente resistenza agli antimicrobici, tra cui Staphylococcus aureus, Neisseria gonorrhoeae e Chlamydia trachomatis. Il programma più avanzato, LTB-SA7, è attualmente in fase 1 per la prevenzione delle infezioni chirurgiche da S. aureus.
Particolare interesse riguarda anche le infezioni associate a infertilità e complicanze croniche che colpiscono soprattutto la popolazione femminile, ambito nel quale la prevenzione vaccinale potrebbe modificare radicalmente l’approccio terapeutico.
La terza acquisizione riguarda Vaccine Company e la sua piattaforma proprietaria In Vivo Nanoparticle (IVN), tecnologia che mira a generare risposte immunitarie durature senza le complessità produttive tipiche dei vaccini virus-like particle. Il principale candidato è diretto contro il virus di Epstein-Barr (EBV), sempre più studiato per il possibile coinvolgimento nella sclerosi multipla e in alcune neoplasie.
Per questa operazione Lilly prevede un investimento fino a 1,55 miliardi di dollari, legato anche al raggiungimento di obiettivi clinici e commerciali.
Le tre acquisizioni consolidano il ritorno di Lilly nell’area delle malattie infettive, puntando su vaccini e biotecnologie innovative in grado di intervenire precocemente sui fattori di rischio associati a patologie croniche e ad elevato impatto sanitario globale.
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