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A scuola anche in corsia: 50 anni di didattica che accompagna la cura all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù

Pediatria Lucia Oggianu | 04/06/2026 17:56

Dal letto d’ospedale alla maturità, un modello educativo che garantisce continuità, benessere e futuro a migliaia di giovani pazienti.

Continuare a studiare anche durante la malattia non è solo un diritto, ma una parte integrante del percorso di cura. È questo il principio alla base della Scuola in Ospedale dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, che ha celebrato a Roma i suoi primi cinquant’anni di attività, confermandosi come un modello consolidato di integrazione tra salute ed educazione.

Un presidio educativo che non si interrompe con il ricovero

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Nata nell’anno scolastico 1975-1976, la Scuola in Ospedale del Bambino Gesù ha accompagnato negli anni migliaia di bambini e adolescenti, consentendo loro di mantenere un legame con lo studio, con i compagni e con la quotidianità anche durante lunghi ricoveri. Solo negli ultimi 25 anni sono stati seguiti circa 70 mila studenti, un dato che testimonia l’impatto di un progetto che ha reso la continuità didattica parte integrante dell’assistenza. "Un traguardo di straordinario valore umano, educativo e sociale" lo ha definito ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sottolineando "l’impegno nel garantire il diritto all’istruzione anche nei momenti più difficili della vita dei giovani pazienti".

La scuola come parte della terapia

Nel contesto ospedaliero, la dimensione educativa assume un significato che va oltre l’apprendimento. "Non è soltanto il luogo in cui si continua a studiare: è un ambiente che offre sostegno, normalità e un collegamento vivo con il mondo esterno – spiega il presidente dell’Ospedale Bambino Gesù, Tiziano Onesti –. Gli insegnanti e gli educatori non si limitano a fare lezione, ma costruiscono un contesto sicuro e stimolante, nel quale i bambini possono esprimersi con libertà". Un approccio che contribuisce al benessere complessivo del paziente e rafforza la motivazione durante il percorso di cura.

Lezioni al letto e percorsi personalizzati

Il modello organizzativo è flessibile e adattato alle condizioni cliniche. Le lezioni si svolgono al letto del paziente o in piccoli gruppi negli spazi comuni, con orari modulati sulle esigenze terapeutiche. Gli insegnanti operano dal lunedì al sabato, costruendo percorsi educativi personalizzati in collaborazione con le scuole di provenienza. Per gli studenti con ricoveri prolungati sono previsti valutazioni, scrutini ed esami – anche online – in linea con il calendario scolastico. Questo sistema consente agli studenti di rientrare, quando possibile, nel proprio percorso scolastico senza interruzioni.

Da due insegnanti a una rete strutturata

L’esperienza è cresciuta nel tempo sia per dimensioni sia per articolazione. Si è passati da due insegnanti iniziali per la scuola primaria all’attuale team di circa 80 docenti della scuola pubblica, attivi nelle diverse sedi dell’ospedale. L’offerta formativa si è poi ampliata includendo la scuola secondaria di primo e secondo grado e coinvolgendo, più di recente, anche i fratelli e le sorelle dei piccoli pazienti.

Una formazione dedicata per insegnare in ospedale

L’attività didattica in ambito sanitario richiede competenze specifiche. Per questo è stato avviato un progetto pilota di formazione rivolto ai docenti, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento con il personale sanitario e migliorare la qualità di vita dei bambini e delle famiglie. Il percorso formativo affronta temi che spaziano dalla sicurezza alla relazione con pazienti e caregiver, fino alla gestione delle differenze culturali e religiose e alla personalizzazione della didattica per patologie complesse.

Oltre la classe

Accanto alle lezioni tradizionali, la Scuola in Ospedale offre strumenti innovativi e iniziative di supporto. Lo sportello didattico online permette agli studenti di seguire attività a distanza anche durante la permanenza nelle case di accoglienza, integrando la didattica in presenza. Per gli studenti delle scuole superiori è stato introdotto un percorso di formazione scuola-lavoro in ambito ospedaliero, insieme a progetti di orientamento universitario e post diploma. Particolare attenzione è riservata anche ai pazienti stranieri e ai loro familiari, con corsi di alfabetizzazione linguistica che facilitano l’integrazione e la partecipazione al percorso di cura.

La cura che passa anche dall’istruzione

La continuità scolastica durante il ricovero ha ricadute concrete sul benessere psicofisico. Seguire le lezioni aiuta a mantenere un senso di normalità, a non perdere il contatto con i coetanei e a sostenere la motivazione alla guarigione.

Nell’ultimo anno scolastico oltre 4.000 studenti hanno partecipato alle attività della Scuola in Ospedale del Bambino Gesù, con alcuni di loro impegnati negli esami conclusivi del proprio percorso di studi. Un risultato che conferma come, anche in ospedale, l’educazione possa diventare parte integrante della cura e uno strumento per guardare al futuro con maggiore fiducia.

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