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Latte umano donato, una risorsa terapeutica che crea salute e solidarietà

Pediatria Annalucia Migliozzi | 18/05/2026 10:54

In occasione della Giornata mondiale della donazione del latte umano, AIBLUD e SIN rilanciano il ruolo delle Banche del Latte: benefici clinici per i neonati fragili, supporto alle madri e impatto positivo sul sistema sanitario.

Il latte umano donato si conferma una risorsa essenziale nella moderna assistenza neonatale, soprattutto per i bambini prematuri o affetti da patologie complesse. In vista della Giornata Mondiale della Donazione del Latte Umano del 19 maggio, l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD) e la Società Italiana di Neonatologia (SIN) richiamano l’attenzione sul valore biologico, psicologico e sociale della donazione.

Le Banche del Latte Umano Donato (BLUD) rappresentano oggi un nodo strategico della rete perinatale: raccolgono, controllano, trattano e conservano il latte materno destinato ai neonati che non possono ricevere quello della propria madre.

Un modello che, nel 2024, ha ottenuto anche il riconoscimento del Parlamento europeo, che ha classificato il latte umano donato come “sostanza di origine umana” (SoHO), equiparandolo a un tessuto biologico. Entro agosto 2027 tutte le BLUD europee dovranno adeguarsi alla nuova normativa comunitaria.

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Sul piano clinico, il latte umano donato riduce il rischio di enterocolite necrotizzante nei neonati pretermine, migliora la tolleranza alimentare e contribuisce allo sviluppo immunitario e neurologico. Le evidenze scientifiche mostrano inoltre benefici a lungo termine sul neurosviluppo, con migliori performance cognitive e motorie nei bambini più vulnerabili.

Anche nei neonati a termine il latte donato può rappresentare un supporto fondamentale quando l’allattamento materno diretto è temporaneamente impossibile. In questi casi diventa la migliore alternativa nutrizionale disponibile.

La donazione produce effetti positivi anche sulle madri. Oltre al valore solidaristico e relazionale, l’estrazione regolare del latte aiuta a mantenere stabile la lattazione e può ridurre problematiche frequenti nel post-parto, come ingorghi mammari o mastiti. Le donne che accedono alle banche del latte ricevono inoltre supporto specialistico sull’allattamento e sulla gestione della nutrizione neonatale, rafforzando consapevolezza e fiducia nel proprio percorso di maternità.

Dal punto di vista emotivo, il latte umano donato rappresenta un sostegno importante anche per le madri riceventi, soprattutto nei contesti di terapia intensiva neonatale. Sapere che il proprio bambino continua a ricevere latte umano può attenuare vissuti di ansia, frustrazione o senso di inadeguatezza, favorendo al tempo stesso l’avvio successivo dell’allattamento diretto.

Secondo il presidente AIBLUD, Guido Moro, la donazione di latte materno “è un gesto semplice ma capace di produrre benefici sanitari, psicologici e sociali concreti, rafforzando una rete di cura condivisa attorno ai neonati più fragili”.

In Italia sono attive 44 Banche del Latte Umano, collocando il Paese tra i principali riferimenti europei del settore. Tuttavia, secondo la SIN, resta necessario potenziare l’organizzazione territoriale e creare reti coordinate tra le diverse strutture, per garantire un accesso più uniforme al latte umano donato e ridurre le disuguaglianze assistenziali fin dalla nascita.

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