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Labbra, basta con i volumi esagerati: arriva l’era della bellezza discreta

Medicina Estetica

Sono il confine tra il detto e il non detto, tra il dentro e il fuori. Sono la sineddoche della sensualità, il dettaglio che può fare o disfare l’armonia di un volto. Le labbra occupano da sempre un posto speciale nell'immaginario della bellezza, ma qualcosa negli ultimi anni è cambiato nel modo in cui la medicina estetica le tratta. L’era delle bocche gonfiate oltre misura, dei volumi XL ispirati alle celebrity dei social, è finita. Al suo posto, una nuova filosofia: discrezione, qualità dei tessuti, naturalezza. In una parola, Quiet Beauty.

La rivoluzione silenziosa delle labbra

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Il cambio di paradigma è netto. "Le aziende negli ultimi tempi ci hanno messo a disposizione prodotti molto più versatili per il trattamento delle labbra – spiega il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Società italiana di medicina estetica (SIME) –. Si va da prodotti al limite tra filler e biostimolanti, fino a filler più strutturati, molto utili per ridisegnare e dare una forma alle labbra. Una volta i filler a disposizione erano duri, non elastici e molto densi; rischiavano di sentirsi ma anche di spostarsi con il movimento. Oggi invece utilizziamo filler molto performanti dal punto di vista della spinta volumetrica, che non creano indurimento dei tessuti né edema importante".

A questo si affiancano i fili di biostimolazione, efficaci sul cosiddetto "codice a barre" — le rughe verticali del labbro superiore, problema tipicamente femminile legato allo spessore più sottile del derma. "Con questi fili riusciamo ad aumentare lo spessore del derma e quindi a contrastare la tendenza a fare queste rughette verticali, senza però aumentare di volume", precisa Bartoletti.

Gen Z e under 30: il "no" categorico del medico estetico

Per le più giovani, cresciute nell’era dei selfie, le labbra sono spesso la prima richiesta allo studio medico. Dai social arriva un catalogo di tendenze — California Lips, Russian Lips, Baby-doll Lips — che alimenta aspettative talvolta irragionevoli. La risposta degli specialisti, però, è univoca.

"Sulle ragazze molto giovani non c’è da fare niente, a meno che non abbiano un problema oggettivo: esiti di un incidente, una cicatrice, un intervento per labbro leporino, un’asimmetria importante. È difficile trovare una ragazza di vent’anni con delle brutte labbra", afferma il professor Bartoletti. E aggiunge un avvertimento rivolto anche ai genitori: "cominciare a fare filler alle labbra a vent’anni porta a un aumento progressivo di volume, perché tra una seduta e l’altra l'acido ialuronico non si riassorbe mai completamente; un 20% di quello iniettato rimane. Si rischia di arrivare a 25 anni con un volume doppio di quello iniziale". La buona notizia, chiosa il medico, è che le ragazze stanno già smettendo di copiare le celebrity.

Tra i 30 e i 40 anni: le "I-lips" e il trionfo della proporzione

In questa fascia d’età cresce, l'interesse per la pre-juvenation: trattamenti preventivi leggeri, prima che i segni del tempo si manifestino. L’obiettivo non è modificare i connotati, ma valorizzare l’armonia naturale. Si ricorre ai soft touch filler, prodotti fluidi per risultati molto naturali, e ai filler su misura, personalizzati in base alle caratteristiche del viso. "La biostimolazione in questi casi è l'unica terapia preventiva corretta", sottolinea Bartoletti.

Tra i 40 e i 50 anni: quando compaiono i segni del tempo

Superata la soglia dei quarant’anni, le labbra tendono ad assottigliarsi, perdono proiezione e compaiono le prime rughe verticali. Verso i cinquanta, gli angoli della bocca scendono, l'espressione si fa più severa e si approfondiscono le rughe della marionetta. "Le rughe verticali del labbro superiore vanno corrette con i fili di biostimolazione o con acido ialuronico superficiale molto fluido – chiarisce Bartoletti –. Per garantire l’armonia, conviene sempre associare un minimo di sostegno con un filler da iniettare nel punto di passaggio tra la parte cutanea e quella mucosa". Il principio guida rimane però invariato: "le labbra vanno corrette solo se hanno un difetto, non per modificarle".

Over 60: ristrutturare, non riempire

Con l’avanzare degli anni i trattamenti si fanno più articolati. Non si tratta più di aggiungere volume, ma di ripristinarlo, lavorando in profondità con una sinergia di prodotti che agiscano su più livelli: impalcatura, idratazione cellulare, texture superficiale.

"Non dobbiamo aumentare il volume di labbra senescenti; dobbiamo distendere la cute e la mucosa – precisa Bartoletti –. Non ha senso disegnare labbra da trentenni, perché starebbero malissimo nell’insieme del volto. Il concetto è riaccompagnare il tessuto, ringiovanirlo senza alterarne la forma". E poi un’avvertenza finale, valida a qualsiasi età: "mai dimenticare di migliorare la qualità della cute, altrimenti si rischia di avere discrete labbra su un volto "vecchieggiante": una discrasia assoluta".

Medicina Estetica
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