
La Giornata del Mal di Testa ha rilanciato l’allarme di neurologi e specialisti, SISC e SIN: “Serve agire precocemente per evitare la cronicizzazione
Hanno rovinato riunioni di lavoro, compleanni, weekend e notti di sonno a milioni di persone. Eppure, per troppo tempo sono state liquidate con un'alzata di spalle e un analgesico. Ma in occasione della Giornata del Mal di Testa, che si è celebrata lo scorso 16 maggio, neurologi e specialisti hanno acceso i riflettori sul tema per chiedere che cefalee ed emicrania vengano finalmente trattate per quello che sono, ovvero patologie neurologiche complesse e non capricci o debolezze.
"Su la testa": la campagna che sfida lo stigma
La Società italiana per lo studio delle cefalee (SISC) e la Società italiana di neurologia (SIN) hanno lanciato la campagna "Su la testa", con l'obiettivo di sensibilizzare pazienti, medici e istituzioni. Il titolo non è casuale: è un invito a non lasciarsi schiacciare dalla malattia, ma anche a non sottovalutarla. Le iniziative hanno coinvolto tutte le regioni italiane, con eventi in ambulatori, scuole, piazze e comuni, organizzati dalle sezioni regionali della SISC insieme alla SIN.
Milioni di italiani con l'emicrania
Le cefalee comprendono diverse forme cliniche: dall'emicrania alla cefalea tensiva, fino alle forme più rare e severe come la cefalea a grappolo e le nevralgie cranio-facciali. Solo l’emicrania interessa in Italia circa sei-sette milioni di persone ed è oggi riconosciuta tra le principali cause di disabilità nella popolazione adulta. Oltre al dolore, i pazienti sperimentano spesso nausea, vomito, sensibilità a luce e rumori, difficoltà cognitive e cali di concentrazione. Un quadro che incide sulla vita quotidiana, sulle relazioni sociali e sull'attività lavorativa.
Il rischio cronicizzazione
Uno dei messaggi più forti emersi dalla giornata riguarda la tempestività. Assumere i farmaci ai primi segnali di una crisi può contribuire a bloccarla sul nascere e a ridurre il rischio che gli attacchi diventino sempre più frequenti e invalidanti. Ma questo richiede diagnosi rapide, corretta informazione e accesso omogeneo alle cure su tutto il territorio nazionale.
"Il messaggio della campagna è rivolto ai pazienti – ha spiegato la professoressa Marina de Tommaso, presidente SISC – che non devono chiudersi in casa pensando di risolvere il problema da soli, ma rivolgersi al medico; ai medici, che devono conoscere sempre meglio le opportunità offerte dalla ricerca; e alle istituzioni, che devono guardare oltre il costo immediato delle cure. Se non interveniamo tempestivamente, il rischio è la cronicizzazione della malattia, con conseguenze molto pesanti sulla vita delle persone e sull'intero sistema sociale e sanitario".
La scienza avanza: dal CGRP alle nuove terapie mirate
Negli ultimi anni la ricerca ha compiuto progressi decisivi nella comprensione dei meccanismi biologici delle cefalee. Si sa oggi che il dolore nasce dall'attivazione del sistema trigemino-vascolare e dal coinvolgimento di mediatori come il CGRP e l’ossido nitrico. Queste scoperte hanno aperto la strada a terapie innovative, sempre più efficaci e mirate.
"Per troppo tempo l’emicrania è stata banalizzata come un semplice mal di testa, mentre oggi sappiamo che si tratta di patologie neurologiche complesse, che coinvolgono diversi sistemi del cervello – ha aggiunto la professoressa Cristina Tassorelli, Segretario della SIN –. La sfida adesso è fare in modo che queste opportunità terapeutiche arrivino effettivamente alle persone che ne hanno bisogno, evitando l'evoluzione verso forme croniche e altamente invalidanti".
La presa in carico e la necessità di un sistema integrato
Per Mario Zappia, presidente SIN, il problema non è solo clinico ma organizzativo: "Le cefalee richiedono una presa in carico strutturata e multidisciplinare. Disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che consentono di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti, ma resta fondamentale rafforzare la collaborazione tra medicina del territorio, neurologi e centri specialistici, affinché nessun paziente arrivi troppo tardi alle cure appropriate".
La Giornata del Mal di Testa ha rappresentato un passo avanti in questa direzione. Come ha concluso la professoressa de Tommaso, "dobbiamo continuare a fare passi in avanti, anzi "in alto", nella conoscenza, nella diagnosi e nella presa in carico dei pazienti. Le cefalee riguardano milioni di persone e non possono più essere considerate disturbi minori".
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