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Emicrania, cure innovative ancora poco utilizzate: solo il 10% dei pazienti gravi accede alle nuove terapie

Neurologia Annalucia Migliozzi | 15/05/2026 11:32

In occasione della Giornata Nazionale del Mal di Testa, la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee promuove open day e incontri nei Centri Cefalee per sensibilizzare sui trattamenti disponibili e migliorare l’accesso alle cure.

L’emicrania continua a essere una delle patologie neurologiche più diffuse e invalidanti in Italia, ma molti pazienti restano ancora senza un trattamento adeguato. Nonostante oggi siano disponibili 13 farmaci specifici di ultima generazione, soltanto un emicranico cronico grave su dieci riceve terapie appropriate. È il messaggio lanciato dalla XVIII edizione della campagna “Su la testa!”, promossa dalla Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), insieme alla Società Italiana di Neurologia e ad Al.

Ce., in occasione della Giornata Nazionale del Mal di Testa del 16 maggio.

Secondo le stime, il disturbo interessa circa nove milioni di persone nel nostro Paese, con una prevalenza nettamente superiore tra le donne, che rappresentano circa due terzi dei casi. Per aumentare consapevolezza e informazione, novanta Centri Cefalee aderenti all’iniziativa apriranno le porte ai cittadini con consulenze, incontri divulgativi, conferenze e attività informative distribuite su tutto il territorio nazionale.

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Oggi disponiamo di un armamentario terapeutico molto efficace, capace di controllare la malattia in circa l’80% dei pazienti, ma troppe persone non arrivano ai percorsi specialistici”, spiega Marina De Tommaso, presidente SISC e docente di Neurologia all’Università di Bari. Il problema, sottolinea la specialista, è legato soprattutto alla scarsa conoscenza delle possibilità terapeutiche e alle difficoltà burocratiche che spesso rallentano l’accesso alle cure.

Negli ultimi anni il panorama terapeutico dell’emicrania si è ampliato in modo significativo. Oltre ai triptani, già consolidati nella gestione degli attacchi acuti, sono disponibili anticorpi monoclonali anti-CGRP, gepanti e ditani, molecole progettate specificamente per prevenire o interrompere il dolore emicranico. Questi farmaci consentono non solo di ridurre la frequenza delle crisi, ma anche di limitare l’abuso di antinfiammatori e analgesici, frequente nei pazienti con oltre 15 episodi mensili.

Tuttavia, l’accesso ai trattamenti più innovativi rimane complesso. Le modalità prescrittive differiscono infatti da regione a regione e molti pazienti devono affrontare iter lunghi per ottenere i medicinali attraverso le farmacie ospedaliere. Secondo gli esperti, inserire le cure per l’emicrania nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) potrebbe semplificare l’accesso e uniformare i percorsi terapeutici sul territorio nazionale.

La campagna “Su la testa!” punta quindi a colmare il divario informativo e a favorire una diagnosi precoce. Gli specialisti ricordano che l’emicrania non è un semplice mal di testa, ma una patologia neurologica cronica che può compromettere qualità della vita, lavoro e relazioni sociali. Informare i pazienti sulle cure disponibili rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per ridurre il peso della malattia.

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