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Boom di medicina estetica negli uomini, ma cambiano le regole

Medicina Estetica Lucia Oggianu | 15/05/2026 09:24

Cresce la domanda e vincono protocolli dedicati: meno volume, più espressività e trattamenti che non si fanno notare

Secondo i dati presentati al congresso mondiale IMCAS 2026, tra il 2018 e il 2024 gli interventi di chirurgia estetica sugli uomini sono aumentati del 95%, mentre i trattamenti non invasivi hanno segnato un incremento del 116%, percentuali nettamente superiori a quelle rilevate nella popolazione femminile. Oggi, inoltre, circa il 16% dei pazienti dei chirurghi plastici è composto da uomini, segnale di una domanda ormai consolidata.

"È intuitivo che gli uomini non possano essere trattati alla stessa stregua delle donne", osserva il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Società italiana di medicina estetica (SIME), sottolineando il ruolo crescente della medicina di genere anche in ambito estetico. 

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Brotox, il trattamento più richiesto

Tra i trattamenti più diffusi spicca la tossina botulinica, che rappresenta quasi la metà degli interventi estetici maschili, seguita dai filler dermici.  In questo contesto è nato il termine "Brotox", declinazione al maschile del botox, che prevede protocolli specifici per salvaguardare la naturale espressività del volto. "L’uomo è più espressivo della donna e deve mantenere questa maggior espressività, senza arrivare a quegli aspetti ‘freezati’ che sono molto antiestetici", spiega Bartoletti. 

L’approccio clinico si concentra su dosaggi più contenuti e interventi mirati, in particolare sulle rughe della fronte e della glabella, evitando l’effetto "maschera" e preservando la mimica facciale. 

Filler e bio-stimolatori

Se il botox resta il trattamento più diffuso, anche il mondo dei filler sta evolvendo rapidamente. Il focus si sposta sempre più su risultati naturali e rigenerativi, in linea con il principio della cosiddetta "quiet beauty". "L’uomo risponde meglio ad alcune terapie che stimolano i fibroblasti e la produzione di collagene", evidenzia Bartoletti. 

Accanto all’acido ialuronico, trovano spazio bio-stimolatori come acido polilattico e idrossiapatite di calcio, capaci di attivare i meccanismi rigenerativi della pelle senza creare volumi artificiali. "L’impiego dei filler va fatto con misura e prudenza anche per evitare la femminilizzazione del volto maschile", aggiunge lo specialista, richiamando l’importanza di rispettare i canoni estetici propri del viso maschile. 

Pre-juvenation

Tra le tendenze emergenti si afferma anche la cosiddetta pre-juvenation, ovvero l’uso di trattamenti precoci per ritardare la comparsa dei segni dell’invecchiamento.

"Questa tendenza spinge pazienti appartenenti a fasce d’età più giovani a intervenire precocemente con trattamenti leggeri per prevenire i segni del tempo", spiega Bartoletti. L’obiettivo è ottenere un aspetto riposato e luminoso senza modificare i tratti, privilegiando interventi poco invasivi e risultati "invisibili".  Resta però fondamentale un approccio clinico rigoroso: trattamenti solo in presenza di una reale indicazione e dopo una diagnosi accurata. 

Pazienti uomini: più fiducia e maggiore aderenza alle terapie

Oltre agli aspetti tecnici, emergono differenze anche nel rapporto con il medico estetico. "Le donne arrivano già ‘preparate’ e informate, spesso attraverso i social, e chiedono trattamenti on demand. Per l’uomo è diverso", osserva Bartoletti. 

Secondo lo specialista, gli uomini tendono a essere più inclini all’ascolto e alla fiducia nei confronti del medico, dimostrando maggiore aderenza alle indicazioni terapeutiche e agli appuntamenti. "In genere ha più voglia di capire e sta molto a sentire il medico. Si fida di più e lo segue", conclude. 

La direzione

L’evoluzione della domanda maschile non rappresenta solo un fenomeno quantitativo, ma anche un cambiamento qualitativo dell’offerta. Dall’abbandono dei trattamenti standard alla crescente attenzione per la naturalezza e la rigenerazione, la medicina estetica si orienta sempre più verso protocolli personalizzati e differenziati per genere, età e caratteristiche individuali.

Il principio guida resta lo stesso: risultati visibili ma non riconoscibili, in una logica in cui "il trucco c’è ma non si vede", sempre più centrale anche per il pubblico maschile.

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