
I trattamenti estetici sono sempre più diffusi ma non sempre sicuri. Ecco 5 segnali che i pazienti dovrebbero conoscere.
Dai recenti fatti di cronaca si evince un chiaro abusivismo in medicina estetica. Tra operatori senza titoli, farmaci di provenienza ignota e case private trasformate in ambulatori, il caos è ormai evidente.
Alla luce di questo i medici della FIME, la Federazione Italiana Medici Estetici, invitano i pazienti a restare in guardia prestando particolare attenzione a 5 segnali nello specifico.
Abusivismo in medicina estetica: i casi
Tra i casi rilevanti: a Novara le forze dell'ordine hanno chiuso uno studio di medicina estetica abusivo, sequestrando anche farmaci scaduti. Nel mese di novembre a Catania, uno studente fuoricorso di Medicina è stato accusato di aver messo in piedi un centro clandestino utilizzando farmaci illegali.
L'ultimo caso, risalente a poco prima di Natale, è quello di un ambulatorio clandestino gestito da una sedicente dottoressa all'interno di un'abitazione privata a Capua.
Nicola Zerbinati, presidente della FIME, ha spiegato: "Questi episodi non rappresentano eccezioni isolate, ma il sintomo di una crescita dell'offerta non sempre accompagnata da adeguati standard di sicurezza".
Inoltre Patrizia Sacchi, tesoriere FIME, ha sottolineato: "La medicina estetica non è una pratica cosmetica, ma una vera e propria disciplina medica. Coinvolge diagnosi, gestione del rischio clinico e responsabilità sanitarie. Per questo il paziente deve sapere cosa osservare, anche a un livello molto elementare".
5 segnali da non sottovalutare
- Il primo segnale d’allarme è la sede, il luogo dove vengono effettuati i trattamenti. Le strutture sanitarie devono essere autorizzate secondo le normative regionali e garantire i requisiti minimi di igiene, privacy e sicurezza.
Mauro Rana, consigliere FIME, ha dichiarato: "Uno studio di medicina estetica deve essere chiaramente identificabile come struttura sanitaria. Ricevere in un'abitazione privata, in ambienti promiscui o privi di una targa professionale è spesso indice di una situazione irregolare".
- Il secondo segnale riguarda il consenso frettoloso o del tutto assente che priva il paziente della possibilità di compiere una scelta consapevole ed è, secondo FIME, uno dei segnali più evidenti di scarsa professionalità.
Sacchi chiarisce: "Ogni trattamento di medicina estetica è un atto medico e, come tale, richiede sempre un consenso informato. Non è un semplice foglio da firmare, ma un atto medico e giuridico che presuppone una spiegazione accurata di benefici, limiti, rischi, possibili complicanze e alternative terapeutiche".
- Il terzo segnale riguarda la tracciabilità dei farmaci e dei dispositivi medici iniettabili. L’assenza del "tagliandino adesivo" complica eventuali verifiche in caso di effetti avversi. Quando un paziente si sottopone a un filler, il tutto deve avvenire alla luce del sole e senza l’utilizzo di fiale già aperte.
- Il quarto segnale riguarda la qualificazione del professionista. Come sottolinea Sacchi: "Il medico estetico deve essere un medico iscritto all'Ordine, verificabile sul sito FNOMCeO. L'appartenenza a una società scientifica riconosciuta non è obbligatoria per legge, ma rappresenta un indicatore importante di aggiornamento continuo e adesione a linee guida condivise".
- Il quinto segnale riguarda infine i costi legati ai vari trattamenti. Offerte troppo vantaggiose e pacchetti promozionali, sacrificano in molti casi la qualità del trattamento. Sacchi conclude: "La medicina estetica ha costi legati alla qualità dei prodotti, al tempo dedicato alla visita e alla sicurezza".
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