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Chirurgia plastica, il ritocco al naso sempre più richiesto da uomini e giovani

Medicina Estetica Redazione DottNet | 23/10/2025 12:19

In Italia si eseguono più rinoplastiche che negli Stati Uniti. Tecniche più personalizzate e sicure: le 5 cose da sapere prima di operarsi

Non solo correzione estetica, ma una procedura complessa che unisce armonia del volto, funzione respiratoria e una crescente richiesta da parte di pazienti sempre più consapevoli. La rinoplastica è un intervento che racconta più di altri il nuovo approccio alla chirurgia estetica: più sicura, più naturale, più personalizzata, meno dolorosa.

Il paziente tipo? Sono in crescita uomini e under 34. Secondo i dati ISAPS 2024, che fotografano lo stato delle procedure estetiche nel mondo, gli interventi di rinoplastica aumentano tra gli uomini, che scelgono di correggere il naso non per renderlo piccolo o "rifinito", ma per armonizzare il profilo mantenendo la propria identità. Anche i giovani sono protagonisti: circa il 60% dei pazienti ha tra i 18 e i 34 anni e sotto i 17 anni la rinoplastica è l’intervento chirurgico più eseguito al mondo.

"L’intervento di chirurgia plastica, in generale, non è più un tabù sociale o un segreto da nascondere, ma nemmeno un argomento che riguarda solo chi è molto avanti negli anni, anzi – spiega il professor Raffaele Rauso, specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale e vicepresidente FIME Federazione Italiana Medici Estetici –. Gli uomini cercano spesso lineamenti più forti e un diverso angolo naso-labiale, che richiedono considerazioni diverse rispetto a quella femminile. I giovani invece decidono di migliorare una parte di sé che non piace, per essere più soddisfatti della propria immagine".

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Il caso dell’Italia è piuttosto singolare: nel nostro Paese la domanda per interventi di rinoplastica è altissima, con oltre 40.000 interventi nel 2024 (dati ISAPS), un numero superiore a Paesi molto più popolosi, come gli Stati Uniti. L’intervento si guadagna il terzo posto assoluto tra tutte le procedure estetiche eseguite.

Ecco le 5 cose che conviene davvero sapere prima di scegliere il bisturi per rifarsi il profilo.

1. Non esiste una tecnica migliore, ma quella giusta per ogni naso
Open, closed, strutturale, di preservazione: nessuna tecnica è universale. "Ogni naso ha caratteristiche uniche – afferma il prof. Rauso –. La vera innovazione è saper scegliere l’approccio più adatto al singolo caso. La personalizzazione è la vera tecnologia". Non è il paziente che decide la tecnica, ma il chirurgo dopo una valutazione accurata dell’anatomia e dell’armonia del volto. Per questo è fondamentale affidarsi a un professionista che conosca più metodiche e sappia dire di no quando una richiesta non è equilibrata.

2. Le revisioni esistono (e spesso si possono evitare)
Fino al 10-15% delle rinoplastiche nel mondo è un secondo intervento, eseguito per rimediare a un primo non soddisfacente. Spesso si interviene di nuovo perché il paziente non aveva chiaro il risultato desiderato. «In chirurgia plastica, soprattutto con il naso, il gusto personale incide molto – spiega il vicepresidente FIME –. Il paziente deve spiegare bene cosa si aspetta, per questo serve un dialogo approfondito. Ogni scelta intraoperatoria deve garantire stabilità nel tempo: la pianificazione riduce i ritocchi e l’insoddisfazione".

3. Con la Preservation Rhinoplasty risultati naturali.
Per anni si "demoliva e ricostruiva" la struttura del naso: oggi la rinoplastica di preservazione rispetta le strutture anatomiche, riduce il trauma e "conserva" il dorso originale. Ciò permette risultati più naturali, meno gonfiore, meno ecchimosi, meno revisioni e un recupero molto più rapido. "Non si usano tamponi e, grazie al minor trauma, i pazienti possono tornare alla vita sociale in circa 48 ore - dice il professore -. La Preservation Rhinoplasty, pur essendo meno traumatica, richiede ancora più precisione rispetto agli approcci tradizionali: non tutti i chirurghi praticano questa tecnica, ma i benefici sono evidenti".

4. Per il profilo definitivo bisogna aspettare. Il risultato definitivo di una rinoplastica non è sempre immediato: il naso appare con la nuova forma fin da subito, ma affinché torni la sensibilità e si ammorbidisca servono dai 9 ai 12 mesi. "Il gonfiore può comparire anche mesi dopo l’intervento, alterando temporaneamente l’aspetto del naso. È necessario un tempo di recupero, evitando traumi per i primi 3 mesi. Va usata una soluzione isotonica da spruzzare nelle cavità nasali, per evitare la formazione di croste e accumuli di muco, e il naso non può essere "soffiato" attivamente per almeno 2 mesi. Si sconsiglia anche l’uso di occhiali nelle settimane successive, per via del peso che potrebbe compromettere il risultato" precisa Raffaele Rauso. 

5. È uno degli interventi più complessi della chirurgia estetica. La rinoplastica richiede analisi dell’armonia del volto, competenza tecnica e visione estetica. «Non basta limare una gobba – avverte Rauso –. Serve esperienza e capacità di gestire le complicanze. Per ottenere un risultato duraturo, naturale e funzionale, è essenziale affidarsi a un chirurgo esperto, in strutture qualificate e non a soluzioni low cost. E’ un intervento che richiede anestesia e quindi la presenza di diverse professionalità oltre a quello del medico chirurgo, come l'anestesista e gli assistenti, oltre che di una struttura adeguata, ovvero attrezzata per affrontare eventuali emergenze che non si possono mai escludere del tutto

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