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Incretine e dimagrimento: quando il peso cambia il volto (e non solo)

Medicina Estetica Lucia Oggianu | 18/05/2026 10:13

Perdita di peso accelerata, cambiamenti della pelle e nuove sfide per la medicina estetica. Ecco cosa succede alla pelle quando si perdono chili in fretta e come risponde la scienza

Un mercato da 100 miliardi e un effetto a sorpresa

I farmaci antiobesità di nuova generazione, basati su semaglutide e tirzepatide, stanno riscrivendo le regole della perdita di peso. Secondo le stime più recenti, il mercato globale potrebbe superare i 100 miliardi di dollari entro il 2030.

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Ma dietro al numero sulla bilancia si sta delineando un effetto che solo negli ultimi mesi ha iniziato a emergere con chiarezza: la pelle non sempre riesce a stare al passo con un dimagrimento rapido e importante.

Da qui la diffusione, anche nel linguaggio clinico e mediatico, di espressioni come "volto svuotato" e "lassità cutanea post-dimagrimento", che non indicano nuove patologie ma descrivono un fenomeno sempre più frequente, destinato a influenzare in modo significativo la medicina e la chirurgia estetica, con una domanda crescente di trattamenti correttivi.

Il volto che perde volume

Il primo effetto a rendersi visibile è quello sul volto. Gli zigomi appaiono meno pieni, le tempie si scavano, la mandibola perde definizione e tende a cedere verso il basso, lo sguardo si fa più stanco. Non si tratta di invecchiamento, ma di una perdita rapida di volume.

La risposta della medicina estetica punta principalmente a ripristinare questi volumi. I filler dermici a base di acido ialuronico sono tra le soluzioni più richieste, capaci di restituire armonia al viso in modo naturale e non invasivo, spesso abbinati a un uso mirato del botox. Accanto a questi, stanno guadagnando spazio i trattamenti di skin tightening non invasivo (laser e radiofrequenze) e le terapie di biostimolazione, che migliorano la qualità cutanea e ridanno tono senza bisturi.

C’è anche un dato interessante sul fronte della domanda.Questa nuova ondata di richieste di filler segna una netta inversione rispetto alla cosiddetta filler fatigue, ovvero la tendenza degli ultimi anni a rifuggire dalle punturine eccessive che producevano visi gonfi e poco naturali. Oggi si apre un capitolo diverso, con nuove regole da scrivere.

Il corpo che rimane indietro

Se il viso racconta il cambiamento, il corpo lo amplifica. Quando il dimagrimento è importante, addome, braccia e cosce possono presentare eccessi di pelle meno elastica, priva di tono, cadente.

Per i casi meno severi, tecnologie minimamente invasive basate su ultrasuoni e radiofrequenze consentono di rassodare e rimodellare i tessuti stimolando la produzione di collagene, senza ricorrere al bisturi. Nei casi più marcati, però, la chirurgia rimane l’unica strada percorribile: lifting e addominoplastiche sono tornati in grande auge, insieme agli interventi di rimodellamento corporeo e alla mastoplastica additiva, molto richiesta dalle donne dopo una perdita di peso significativa.

La parola all’esperto

A fare il punto è il presidente della Società italiana di medicina estetica (SIME), Emanuele Bartoletti:

"Siamo sicuramente di fronte a una condizione nuova se pensiamo alle incretine, ma ci siamo già trovati a gestire situazioni simili in passato, nei pazienti che dimagrivano rapidamente in seguito a interventi di chirurgia bariatrica, palloncino gastrico, eccetera. Si trattava però di cali ponderali rapidi e importanti, quindi con una indicazione chirurgica di rimodellamento corporeo, su una tipologia più limitata di pazienti".

La novità oggi è la scala del fenomeno: "ci troviamo di fronte a una platea molto ampia di pazienti che perdono questi stessi chili in tempi decisamente più rapidi, senza dare ai tessuti il tempo necessario per rispondere a questo cambiamento".

La soluzione ideale, sottolinea Bartoletti, sarebbe un accompagnamento precoce: "l’ideale sarebbe accompagnare questi pazienti lungo tutto il percorso di dimagrimento, intercettandoli fin dall’inizio, così da aiutare la cute a rispondere nel modo migliore alla perdita di peso." I risultati, conclude, sono "decisamente incoraggianti".

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