
L’esposizione ai raggi solari è essenziale per la sintesi della vitamina D, fondamentale per il metabolismo osseo e per numerosi processi fisiologici. Tuttavia, un’esposizione prolungata e non protetta ai raggi UV può determinare danni cellulari e aumentare significativamente il rischio di neoplasie cutanee.
Secondo il rapporto I numeri del cancro in Italia 2025, nel nostro Paese vengono diagnosticati ogni anno circa 13.000 nuovi casi di melanoma, oltre a 64.000 basaliomi e 17.500 carcinomi squamocellulari. Numeri che confermano il peso crescente delle patologie oncologiche della pelle e l’importanza di investire in strategie di prevenzione primaria.
I falsi miti che ostacolano la prevenzione
A supporto della campagna, Fondazione Veronesi ha diffuso i risultati di un’indagine realizzata da AstraRicerche, che fotografa il livello di conoscenza degli italiani sul tema della protezione solare.
Sebbene emerga una generale consapevolezza dei rischi legati all’esposizione al sole, persistono convinzioni errate. Il 41,7% degli intervistati ritiene che le lampade abbronzanti possano preparare la pelle all’esposizione solare o non sa esprimere un giudizio corretto sull’affermazione. Inoltre, quasi un terzo della popolazione considera non necessaria la protezione solare nelle giornate nuvolose, ignorando che i raggi UV attraversano le nubi e continuano ad agire sulla pelle.
L’indagine evidenzia anche come la fotoprotezione venga ancora associata prevalentemente alle vacanze estive. Solo il 29,2% degli italiani considera infatti importante proteggersi anche durante le attività quotidiane in città, lo sport all’aperto o il lavoro esposto al sole.
Comportamenti ancora poco adeguati
I dati mostrano inoltre che soltanto il 44% della popolazione utilizza sempre una protezione solare durante l’esposizione ai raggi UV, con una marcata differenza tra donne e uomini. Ancora più ridotta è la quota di chi evita sistematicamente l’esposizione nelle ore centrali della giornata, quando l’intensità dei raggi ultravioletti raggiunge i livelli più elevati.
Attraverso “La zona pericolosa”, Fondazione Umberto Veronesi ETS punta quindi a rafforzare la cultura della prevenzione, ricordando che la protezione dai raggi UV non dovrebbe essere limitata alla stagione balneare, ma diventare un’abitudine costante durante tutto l’anno. Una strategia fondamentale per ridurre il rischio di danni cutanei e contribuire al contenimento dell’incidenza dei tumori della pelle.




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