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Dipendenze, FeDerSerD chiede un rilancio dei SerD: più presenza nelle Case della Comunità e meno disuguaglianze regionali

In una lettera aperta al Presidente della Repubblica la Federazione degli operatori dei Servizi per le Dipendenze richiama l’urgenza di rafforzare la rete territoriale, garantire uniformità nell’accesso alle cure e rispondere alla crescente complessi
Salute

Nel documento, firmato dalla presidente nazionale Roberta Balestra, FeDerSerD ricorda che il sistema pubblico delle dipendenze può contare su circa 600 Servizi per le Dipendenze distribuiti sul territorio nazionale e su una rete composta da circa 6.000 professionisti.

Queste strutture garantiscono ogni anno l’accesso diretto e gratuito ai percorsi di cura per oltre 300.000 cittadini, rappresentando uno dei pilastri dell’assistenza sociosanitaria dedicata alle dipendenze patologiche.

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La Federazione esprime inoltre apprezzamento per l’attenzione dimostrata dal Capo dello Stato verso le tematiche della salute pubblica e delle dipendenze, cogliendo l’occasione per rilanciare alcune priorità organizzative.

Uno dei principali nodi evidenziati riguarda la forte eterogeneità nell’organizzazione dei servizi tra le diverse Regioni.

Secondo FeDerSerD, tali differenze si traducono in livelli di assistenza non uniformi e, in alcuni territori, possono compromettere la piena erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Per questo la Federazione auspica un rafforzamento della governance nazionale, finalizzato a garantire maggiore equità nell’accesso alle cure e standard organizzativi più omogenei su tutto il territorio italiano.

SerD nelle Case della Comunità

Tra le proposte avanzate figura anche un maggiore coinvolgimento dei SerD all’interno delle Case della Comunità, previste dal DM 77/2022 come fulcro della sanità territoriale.

Secondo FeDerSerD, l’integrazione stabile dei professionisti delle dipendenze in queste strutture potrebbe favorire l’individuazione precoce delle situazioni di fragilità, migliorare la presa in carico e rafforzare il coordinamento con gli altri servizi sanitari e sociali.

Cresce la complessità dei bisogni, soprattutto tra i giovani

La Federazione richiama infine l’attenzione sull’evoluzione epidemiologica delle dipendenze, caratterizzata da quadri clinici sempre più articolati e da un incremento degli accessi di adolescenti e giovani adulti.

Le nuove forme di disagio richiedono, secondo FeDerSerD, percorsi assistenziali flessibili e multidisciplinari, integrati con i servizi dedicati all’età evolutiva e capaci di rispondere sia ai bisogni sanitari sia alle problematiche sociali emergenti.

La Federazione conferma infine la disponibilità a collaborare con le istituzioni e con il Dipartimento per le politiche contro la droga nella definizione del nuovo Piano d’Azione Nazionale sulle dipendenze e nell’attuazione delle indicazioni emerse dalla VII Conferenza nazionale.

Salute
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