
L’intervento dell’Intergruppo parlamentare
I presidenti dell’Intergruppo parlamentare, Roberto Pella, deputato e presidente dell’Intergruppo, e Daniela Sbrollini, senatrice e co-presidente dell’organismo parlamentare, hanno espresso forte preoccupazione per quanto riportato dagli organi d’informazione e dall’associazione AGD Umbria. «Questa vicenda rappresenta un fatto gravissimo e sconcertante», dichiarano i due parlamentari attraverso una nota stampa. Secondo Pella e Sbrollini, un eventuale accertamento dei fatti renderebbe necessario un intervento istituzionale. «Se la notizia sarà ufficialmente confermata, come Intergruppo agiremo prontamente per segnalare il fatto ai ministri competenti, degli Affari esteri, delle Infrastrutture, della Salute, e invieremo una nota all’ambasciatore italiano nel Regno Unito».
Cosa sarebbe accaduto ai controlli di sicurezza
Secondo la ricostruzione, la famiglia si era presentata ai controlli aeroportuali con tutta la documentazione richiesta, compresa una certificazione medica in lingua inglese. Il bambino indossava un sensore per il monitoraggio della glicemia e un microinfusore di insulina, dispositivi fondamentali per la gestione quotidiana del diabete di tipo 1.
Nonostante le spiegazioni fornite dai genitori, il personale aeroportuale avrebbe sottoposto il minore e il padre a verifiche prolungate in una sala separata. Nel corso degli accertamenti sarebbero stati controllati i dispositivi medici, il telefono utilizzato per la trasmissione dei dati glicemici e anche le scorte di insulina, che sarebbero state sottoposte a test antidroga. La durata delle procedure avrebbe impedito alla famiglia di raggiungere il gate in tempo utile per l’imbarco, con la conseguente perdita del volo e la necessità di acquistare nuovi biglietti a proprie spese.
Il peso psicologico dell’accaduto
Oltre alle conseguenze economiche, l’Intergruppo richiama l’attenzione sulle ricadute emotive e psicologiche che un episodio di questo tipo può avere su un bambino. «Un danno economico, ma soprattutto umano e psicologico, perché il bambino, di fronte a tutto questo, si sarebbe sentito responsabile di quanto accaduto, arrivando a chiedere scusa ai genitori per una condizione di salute che non può certo essere considerata una colpa», affermano Pella e Sbrollini. Un aspetto che, secondo i parlamentari, rende ancora più importante il contrasto allo stigma associato al diabete e la promozione di una maggiore consapevolezza sulla malattia.
Diabete e diritto a una vita senza discriminazioni
L’Intergruppo parlamentare ribadisce il proprio impegno a tutela delle persone che convivono con il diabete, in particolare dei più giovani. Nella nota si sottolinea infatti come il diabete di tipo 1 sia una malattia autoimmune e non possa in alcun modo essere associato a un rischio per la sicurezza. «Come Intergruppo parlamentare siamo impegnati costantemente e in sinergia con la comunità medico-scientifica e le associazioni di pazienti nella lotta alle discriminazioni e nel riconoscimento del diritto delle persone con diabete ad avere una vita normale. Soprattutto se si tratta di bambini», concludono i due presidenti. Secondo l’Intergruppo, il caso rappresenta un richiamo alla necessità di migliorare informazione, formazione e sensibilizzazione sui bisogni delle persone che utilizzano microinfusori, sensori glicemici e altri dispositivi salvavita, affinché situazioni analoghe non si ripetano.




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