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Menopausa, addio all'idea di vecchiaia: sei donne su dieci dopo i 65 anni si sentono più giovani

Una ricerca su 2.000 italiani mostra come cambi il rapporto con l'età: la consapevolezza dell'invecchiamento cresce soprattutto nella mezza età, ma aumenta anche la percezione di essere ancora attive, vitali e piene di progetti.
Pazienti

Per generazioni è stata considerata l'inizio dell'età anziana. Oggi non è più così. Le donne affrontano la menopausa con una maggiore attenzione alla salute e alla prevenzione, ma senza identificarsi con gli stereotipi della vecchiaia. Anzi, proprio quando gli anni aumentano, cresce la sensazione di sentirsi ancora giovani e protagoniste della propria vita. Una fotografia che racconta come stia cambiando il modo di vivere l'invecchiamento in Italia. Lo conferma anche la ricerca "Human After All", realizzata da Hearts United con Doxa su 2.000 italiani, secondo cui oltre la metà delle persone pensa almeno qualche volta al proprio invecchiamento, ma quasi una su due si sente più giovane della propria età anagrafica.

Quando l’età diventa una questione di aspettative

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L'indagine mostra che il momento in cui si inizia a riflettere sull'invecchiamento arriva spesso molto prima di quanto si immagini. Per un italiano su quattro accade tra i 25 e i 34 anni, mentre oltre la metà dichiara di pensarci almeno occasionalmente. Ma l'età, oggi, non coincide più soltanto con un numero. Le aspettative sociali, professionali e familiari contribuiscono a definire il modo in cui ciascuno vive il passare del tempo. Per molte donne questo tema assume una particolare rilevanza durante la transizione menopausale, una fase in cui si ridefiniscono priorità, ritmi e prospettive personali.

«Il dato più interessante non è soltanto la distanza tra età anagrafica ed età percepita, ma ciò che questa distanza racconta della società in cui viviamo – spiega Silvia Leonzi, professoressa ordinaria di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Sapienza Università di Roma – Dopo i sessanta anni si possono avere davanti molti anni di vita attiva, relazioni, progetti e nuove esperienze, senza riconoscersi affatto nell'immagine tradizionale della vecchiaia».

Dopo i 65 anni ci si sente più giovani

Il dato forse più sorprendente riguarda proprio la percezione soggettiva dell'età. Sentirsi più giovani dei propri anni non diminuisce con il tempo, ma aumenta. La quota passa dal 22% tra i giovani adulti fino al 62% tra gli over 65. In altre parole, molte persone arrivano alla maturità e all'età avanzata senza identificarsi con gli stereotipi che per decenni hanno accompagnato l'idea di vecchiaia. Una fotografia che riflette un cambiamento culturale profondo e che riguarda da vicino anche le donne dopo la menopausa, sempre più protagoniste di una fase della vita vissuta in modo attivo, consapevole e ricco di opportunità.

La prima risposta non è la paura

Pensare all'invecchiamento non significa necessariamente vivere con ansia il trascorrere degli anni. Tra coloro che riflettono sul tema, il 41% considera l'invecchiamento una parte naturale della vita, mentre solo il 19% afferma che questa consapevolezza ha generato paura. Per molte persone, invece, il passare del tempo diventa uno stimolo a prendersi più cura di sé. Il 15% dichiara di aver iniziato a gestire meglio tempo ed energie, mentre il 13% sente la necessità di dedicare maggiore attenzione alla propria salute e al proprio benessere. Un atteggiamento che richiama una delle sfide più importanti della menopausa: trasformare una fase di cambiamento in un'occasione per investire sulla qualità della vita, sulla prevenzione e sull'equilibrio psicofisico.

Più relazioni e benessere

Sebbene soltanto il 14% degli italiani dichiari di conoscere bene il significato del termine "longevity", l'idea di una vita lunga e in salute è già presente nelle scelte quotidiane di molte persone. Per oltre la metà degli intervistati vivere meglio e più a lungo significa coltivare relazioni significative, dormire bene, muoversi regolarmente, seguire un'alimentazione equilibrata, prendersi cura della salute mentale e fare prevenzione. Molto meno spazio viene attribuito spontaneamente alla tecnologia e ai progressi della medicina. Un segnale che suggerisce come la longevità venga percepita soprattutto come una costruzione quotidiana fatta di piccoli gesti e abitudini, piuttosto che come una promessa di eterna giovinezza.

«Pensiamo all'invecchiamento sempre prima, ma con il passare degli anni continuiamo a sentirci sempre più giovani – osserva Emanuele Giraldi, Managing Director di Hearts United Italia – Gli italiani continuano ad attribuire il significato della longevità soprattutto a elementi profondamente umani: relazioni, equilibrio, prevenzione e qualità della vita». E forse è proprio questo il messaggio più interessante che emerge dalla ricerca. L'obiettivo non è fermare il tempo, ma vivere ogni fase della vita con maggiore consapevolezza. E anche la menopausa, da questo punto di vista, può essere letta non come un punto di arrivo, ma come l'inizio di una stagione nuova, in cui il benessere, la salute e la libertà di progettare restano protagonisti. 

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