
Alcune donne lo descrivono come un fastidio alle mani appena sveglie. Altre parlano di ginocchia più rigide, spalle doloranti o di una sensazione diffusa di indolenzimento che compare all'improvviso. Sintomi spesso liquidati come una normale conseguenza dell'età. Eppure, per gli specialisti, il legame con la menopausa è tutt'altro che secondario: il cambiamento ormonale che accompagna questa fase della vita può influenzare muscoli, articolazioni e percezione del dolore, con effetti che meritano maggiore attenzione.
Un dolore che molte donne sperimentano ma pochi riconoscono
Non solo vampate, insomma. I sintomi che accompagnano questa tradizione possono essere diversi. Molti studi evidenziano che dolori articolari e muscolari rappresentano un disturbo frequente nelle donne in questa fase della vita e secondo alcune stime, oltre la metà di loro riferisce la comparsa o il peggioramento di dolori articolari durante il passaggio menopausale. Il problema è che questi sintomi raramente vengono associati agli ormoni. Molte pazienti pensano di essere diventate improvvisamente meno allenate o più fragili, mentre altre iniziano un lungo percorso di visite senza trovare una spiegazione convincente.
Che cosa succede a muscoli e articolazioni
Gli estrogeni non agiscono soltanto sull'apparato riproduttivo. Recettori per questi ormoni sono presenti anche nelle ossa, nelle articolazioni, nei tendini e nei muscoli. Quando i loro livelli diminuiscono, si riduce una parte della protezione che contribuisce a mantenere in equilibrio i processi infiammatori e il benessere dei tessuti muscoloscheletrici. Secondo gli esperti della Harvard Medical School, il brusco calo estrogenico che accompagna la menopausa può influenzare l'intero sistema muscoloscheletrico, favorendo rigidità, perdita di forza e dolori diffusi.
Non solo articolazioni: cambia anche il modo in cui il cervello percepisce il dolore
La relazione tra menopausa e dolore è più complessa di quanto si pensi. Gli ormoni sessuali contribuiscono infatti anche alla regolazione dei meccanismi cerebrali che elaborano gli stimoli dolorosi. Per questo motivo la transizione menopausale può coincidere con una maggiore sensibilità al dolore o con un peggioramento di condizioni già presenti. «Il dolore cronico colpisce una quota significativa di donne durante e dopo la transizione menopausale, ma continua a essere sottostimato sia nella ricerca sia nell'assistenza», sottolinea l'International Menopause Society nei materiali scientifici dedicati a questo tema.
Quando i sintomi non vanno ignorati
Naturalmente non tutti i dolori che compaiono dopo i 50 anni dipendono dalla menopausa. Artrosi, artrite reumatoide, fibromialgia e numerose altre patologie possono manifestarsi nello stesso periodo della vita. Per questo gli specialisti invitano a non archiviare automaticamente ogni nuovo sintomo come una semplice conseguenza dell'invecchiamento. Particolare attenzione va prestata quando il dolore è persistente, limita le attività quotidiane o si accompagna a gonfiore articolare, importante rigidità mattutina o riduzione della forza muscolare.
Movimento e stile di vita restano alleati fondamentali
Se il dolore può essere favorito dal cambiamento ormonale, la buona notizia è che esistono strategie efficaci per contenerlo. Attività fisica regolare, esercizi di potenziamento muscolare, controllo del peso e uno stile di vita sano rappresentano i pilastri della prevenzione e della gestione dei sintomi. Anche il dialogo con il medico o con il ginecologo è fondamentale per valutare le diverse opzioni terapeutiche disponibili e individuare il percorso più adatto alle caratteristiche della singola donna.
Bibliografia




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