
Medici e dirigenti sanitari del SSN penalizzati da un prelievo fiscale elevato e da stipendi ancora distanti da quelli dei colleghi europei. Anaao Assomed rilancia la questione retributiva partendo dai dati sulle dichiarazioni dei redditi 2024 elaborati da Itinerari Previdenziali.
Secondo i numeri richiamati dal sindacato, su 42,8 milioni di contribuenti quasi il 47% dichiara meno di 20mila euro e versa circa il 5% dell'Irpef complessiva. Chi dichiara più di 55mila euro rappresenta invece il 6,25% dei contribuenti, ma sostiene oltre il 40% del gettito.
"In quella piccola fascia che regge il sistema ci siamo noi", afferma il segretario nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio, richiamando la condizione dei medici e dirigenti sanitari dipendenti del Servizio sanitario nazionale.
Redditi tracciati e tassazione
La posizione di Anaao parte dalle caratteristiche del lavoro dipendente pubblico: redditi interamente tracciati, ritenute alla fonte e applicazione delle aliquote Irpef progressive.
Secondo Di Silverio, la pressione fiscale incide anche sulle componenti della retribuzione legate all'attività aggiuntiva. "Anche le guardie notturne, le reperibilità, gli straordinari con cui si tappano i buchi di organico finiscono in gran parte nelle mani del fisco", sostiene.
Il sindacato mette quindi a confronto la posizione del dipendente pubblico con quella dei professionisti che possono accedere a regimi fiscali agevolati. Il riferimento è in particolare al regime forfettario, che prevede, al ricorrere dei requisiti previsti dalla normativa, un'imposta sostitutiva del 15% entro il limite stabilito per ricavi e compensi.
"Stesso titolo di studio, stessa professione, trattamento fiscale opposto. È questa la ricompensa per chi ha scelto il pubblico?", afferma Di Silverio.
La richiesta sugli stipendi
Per Anaao la questione fiscale si aggiunge alle condizioni di lavoro che rendono meno attrattiva la professione all'interno del Servizio sanitario nazionale.
Il sindacato richiama i turni di lavoro, le aggressioni, le difficoltà organizzative e la riduzione del tempo disponibile per la cura, ma individua nella retribuzione un ulteriore elemento che può incidere sulla scelta dei professionisti di lasciare gli ospedali per il settore privato o per lavorare all'estero.
Da qui la richiesta al Governo di adeguare gli stipendi dei medici e dei dirigenti sanitari pubblici ai livelli europei, una rivendicazione che Anaao porta avanti da tempo e che il sindacato collega anche alla capacità del SSN di trattenere i professionisti.
"Non chiediamo privilegi", conclude Di Silverio, "ma che il Governo riconosca il nostro lavoro adeguando gli stipendi a quelli dei colleghi europei. Chiediamo che chi lavora nel pubblico non sia punito rispetto a chi lavora fuori".
La questione posta da Anaao va quindi oltre il solo prelievo fiscale: la richiesta è rendere economicamente più competitivo il lavoro nel Ssn, intervenendo sulle retribuzioni per evitare che la scelta del servizio pubblico perda ulteriormente attrattività.




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