|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Malattie cardiovascolari, milioni di italiani convivono con una diagnosi: il costo supera i 42 miliardi di euro

Le patologie cardiovascolari restano la prima causa di morte nel Paese e assorbono un enorme impatto economico e sociale. Gli esperti chiedono più prevenzione, diagnosi precoce e percorsi di cura integrati per ridurre decessi e disuguaglianze.
Sanità pubblica
Malattie Cardiovascolari

Quasi 9 milioni di italiani convivono con una malattia cardiovascolare e ogni anno queste patologie continuano a rappresentare la principale minaccia per la salute pubblica. Nel 2023 hanno causato circa 206 mila decessi, mentre il costo complessivo per il Paese ha raggiunto i 42 miliardi di euro, considerando spese sanitarie, assistenza informale, perdita di produttività e costi sociali. È quanto emerge da un Policy Brief presentato in occasione della Giornata Mondiale del Cuore durante gli Stati Generali della Salute Cardiovascolare.

Un peso sanitario ed economico che continua a crescere

Nonostante i progressi ottenuti negli ultimi anni sul fronte della diagnosi e delle cure, le malattie cardiovascolari continuano a esercitare un impatto rilevante sulla popolazione italiana. Oltre alla mortalità elevata, il documento evidenzia il peso economico della patologia, che nel 2021 ha generato un costo complessivo di 42 miliardi di euro.

Persistono inoltre importanti differenze territoriali. Nel 2023, ad esempio, il tasso di mortalità cardiovascolare in Campania ha raggiunto 33,9 decessi ogni 10 mila abitanti, contro una media nazionale di 24,7. A ciò si aggiunge la persistente sottovalutazione del rischio cardiovascolare femminile, nonostante il 56% dei decessi registrati riguardi le donne.

Prevenzione, quasi tutti gli adulti presentano almeno un fattore di rischio

Secondo il report, il 98% degli adulti italiani presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare noto, mentre il 40% ne accumula tre o più. Tra i principali emergono ipertensione arteriosa (30%), ipercolesterolemia (27%) e glicemia elevata (8%). Numeri che confermano quanto la prevenzione rappresenti il primo ambito su cui intervenire. «Contrastare i fattori di rischio e riconoscere il contributo delle vaccinazioni significa ridurre la probabilità che si verifichi il primo evento cardiovascolare», afferma Fabrizio Oliva, presidente dell'Italian Federation of Cardiology. Gli esperti ricordano inoltre che la vaccinazione antinfluenzale è associata a una riduzione del 34% del rischio di infarto e ictus negli over 65, anche se le coperture restano ancora insufficienti.

Diagnosi precoce e screening mirati

Accanto agli interventi di popolazione, cresce l'attenzione verso programmi di identificazione precoce delle persone a rischio. «Sono sono necessari anche percorsi mirati per condizioni come le cardiomiopatie, nelle quali l'identificazione precoce può salvare la vita anche nelle persone più giovani», sottolinea Pasquale Perrone Filardi, vicepresidente dell'Italian Federation of Cardiology. L'obiettivo è intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali, prima che si manifestino eventi acuti potenzialmente gravi o invalidanti.

La sfida dopo l'infarto: accesso alle cure e riabilitazione

Sul fronte dell'assistenza, l'Italia mostra risultati positivi nella gestione degli eventi acuti, con livelli di mortalità a 30 giorni inferiori alla media europea. Tuttavia, rimangono margini di miglioramento nel percorso successivo alla dimissione. Secondo i dati presentati, solo il 30% dei pazienti che ne avrebbero indicazione accede alla riabilitazione cardiologica, uno strumento fondamentale per ridurre il rischio di nuovi eventi e migliorare la qualità della vita. «La sfida è costruire percorsi integrati tra ospedale e territorio, migliorare aderenza alle terapie e alla riabilitazione, garantendo ai pazienti un accesso tempestivo e appropriato all'innovazione farmacologica», conclude Giuseppe Musumeci, esperto della Rete Tempo-Dipendente Cardiologica di Agenas.

Sanità pubblica
Malattie Cardiovascolari
Commenti

I Correlati

Salute mentale, l’Italia delle disparità: Bolzano guida la classifica, Sardegna e Molise in fondo
Psichiatria
Leggimi
Psichiatria
Sanità pubblica

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Cuore, 1,7 milioni di morti l'anno: l'Ue punta sulla diagnosi precoce
Istituzioni
Cuore, 1,7 milioni di morti l'anno: l'Ue punta sulla diagnosi precoce
La Commissione propone programmi nazionali per intercettare il rischio cardiovascolare. Pressione, colesterolo e glicemia al centro dei controlli, attenzione ai più vulnerabili
Diabete e ipertensione, un video di pochi secondi può svelare il rischio grazie all'intelligenza artificiale
Ricerca
Diabete e ipertensione, un video di pochi secondi può svelare il rischio grazie all'intelligenza artificiale
Presentato all'ESC 2026 un algoritmo sviluppato in Giappone che riconosce le principali patologie cardiometaboliche senza esami invasivi. La tecnologia punta a rendere lo screening più semplice e accessibile
Malattie cardiovascolari, le nuove linee guida ESC raccomandano lo screening renale per tutti i pazienti cardiopatici
Congressi
Malattie cardiovascolari, le nuove linee guida ESC raccomandano lo screening renale per tutti i pazienti cardiopatici
Le indicazioni europee rafforzano l'approccio integrato alle patologie cardiorenali per ridurre il rischio di complicanze e insufficienza renale
Colesterolo alto: ogni anno provoca milioni di morti nel mondo. Perché non va sottovalutato
Pazienti
Colesterolo alto: ogni anno provoca milioni di morti nel mondo. Perché non va sottovalutato
Non dà sintomi evidenti, ma può danneggiare cuore e arterie. Un nuovo studio globale mostra quanto il colesterolo LDL continui a pesare sulla salute pubblica e perché prevenzione e diagnosi precoce restano fondamentali

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.