
L'idea sembra uscita da un film di fantascienza, ma arriva direttamente dalla ricerca presentata al congresso della European Society of Cardiology (ESC): un breve video del volto potrebbe essere sufficiente per individuare diabete e ipertensione in pochi secondi, grazie a un sistema di intelligenza artificiale capace di analizzare segnali biologici invisibili all'occhio umano.
Un volto come fonte di dati clinici
Lo studio, intitolato "AI-powered cardiometabolic assessment from a single facial video", è stato realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Università di Tokyo e dell'Institute of Science Tokyo, con il sostegno della Japan Science and Technology Agency (JST). La ricerca ha coinvolto 215 partecipanti, tra persone con diagnosi già note e volontari sani. Ciascun soggetto è stato sottoposto a una registrazione ad alta velocità di volto e palmo della mano mediante una camera spettroscopica. Successivamente, l'algoritmo ha elaborato le informazioni raccolte per identificare parametri associati al rischio cardiometabolico.
Accuratezza elevata in pochi secondi
I risultati mostrano prestazioni particolarmente promettenti. L'algoritmo ha raggiunto un'accuratezza dell'88% nell'identificazione del diabete utilizzando appena cinque secondi di ripresa video. Per quanto riguarda la pressione arteriosa, la precisione ha raggiunto il 95% attraverso l'analisi combinata di volto e palmo per una durata di 30 secondi. Il sistema sfrutta indicatori fisiologici come la rigidità arteriosa, il flusso ematico cutaneo e specifiche caratteristiche spettrali della colorazione della pelle, elementi che possono riflettere alterazioni metaboliche e cardiovascolari.
Verso uno screening contactless su larga scala
Sebbene la tecnologia non sia ancora pronta per l'impiego nella pratica clinica, le prospettive sono considerate rilevanti dagli stessi ricercatori. Oggi l'identificazione di ipertensione e diabete si basa prevalentemente su visite mediche, esami dedicati o dispositivi indossabili. L'impiego di strumenti basati sull'IA potrebbe invece consentire di estendere in modo significativo la capacità di intercettare soggetti a rischio nella popolazione generale. «L'obiettivo è arrivare in futuro a uno screening contactless che possa essere attuato anche in ambienti quotidiani e non ospedalieri, al fine di individuare precocemente e su larga scala condizioni patologiche ancora silenti», ha spiegato Ryoko Uchida, ricercatrice che ha presentato lo studio al congresso ESC.
Una sfida globale aperta
Il potenziale di queste tecnologie va letto anche alla luce dell'enorme diffusione delle malattie cardiometaboliche a livello mondiale. Secondo i dati richiamati dai ricercatori, circa 1,4 miliardi di adulti tra i 30 e i 79 anni convivono con l'ipertensione, mentre le persone con diabete sono circa 589 milioni. Una quota consistente di questi pazienti, tuttavia, non ha ancora ricevuto una diagnosi. In questo scenario, strumenti digitali capaci di effettuare una valutazione preliminare semplicemente attraverso un video potrebbero rappresentare un'importante evoluzione per la prevenzione cardiovascolare, favorendo l'individuazione precoce delle persone a rischio e facilitando l'accesso ai percorsi di cura.



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