
Coordinato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, IMPACT-MED coinvolge 26 partner europei per sviluppare nuovi modelli di cura personalizzata per ipertensione, diabete, obesità e patologie cardiovascolari.
L’intelligenza artificiale, i dispositivi indossabili e il monitoraggio remoto entrano sempre più nella gestione delle malattie cardiometaboliche. Con un finanziamento europeo da quasi 23 milioni di euro prende il via IMPACT-MED, progetto internazionale che punta a ridisegnare prevenzione, diagnosi e cura di ipertensione, diabete, obesità e malattie cardiovascolari attraverso un modello assistenziale integrato e centrato sul paziente.
L’iniziativa, coordinata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma insieme a Medtronic Ibérica, coinvolge 26 partner provenienti da 13 Paesi europei tra università, ospedali, aziende tecnologiche e associazioni di pazienti. Il programma durerà cinque anni, fino al 2031, ed è sostenuto dalla Innovative Health Initiative Joint Undertaking nell’ambito di Horizon Europe.
Le patologie cardiometaboliche rappresentano una delle principali emergenze sanitarie in Europa: ogni anno causano circa 4 milioni di decessi e generano costi superiori ai 210 miliardi di euro solo per le malattie cardiovascolari, con pesanti ricadute sulla qualità di vita dei pazienti e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.
Il progetto mira a sviluppare percorsi di cura multidisciplinari basati su tecnologie digitali avanzate, integrando intelligenza artificiale, biomarcatori, imaging evoluto, piattaforme interoperabili e dati raccolti direttamente dai pazienti tramite dispositivi wearable e strumenti di telemonitoraggio.
Tra gli obiettivi principali vi è il passaggio da una medicina reattiva a una gestione più predittiva e personalizzata delle malattie croniche.
IMPACT-MED testerà le nuove soluzioni in quattro studi clinici pilota realizzati in diversi Paesi europei.
Uno dei progetti, sviluppato in Spagna, utilizzerà algoritmi di IA e monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa per migliorare il controllo dell’ipertensione e identificare precocemente il rischio cardiovascolare nei pazienti più fragili.
In Francia sarà invece sperimentato un sistema di follow-up remoto per persone con precedenti eventi cardiaci, con l’obiettivo di ridurre ricoveri evitabili e rafforzare la continuità assistenziale.
Il Regno Unito guiderà uno studio dedicato al diabete di tipo 1 in età pediatrica e giovanile, basato su educazione digitale e strumenti di autogestione della malattia.
In Danimarca, infine, verrà sviluppato un modello di cura personalizzata per diabete di tipo 2 e obesità, combinando imaging avanzato, raccolta di dati riferiti dai pazienti e sistemi predittivi supportati dall’intelligenza artificiale.
Secondo Leandro Pecchia, principal investigator del progetto presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, il futuro della medicina cardiometabolica dipende dall’integrazione di tecnologie, competenze cliniche e dati sanitari.
“L’obiettivo è dimostrare che medicina di precisione e assistenza centrata sulla persona possono diventare parte di un unico modello di cura”, spiega Pecchia.
I risultati dei quattro studi serviranno a valutare efficacia clinica, sostenibilità economica e possibilità di integrazione delle tecnologie nei sistemi sanitari europei, aprendo la strada a nuovi modelli organizzativi per la gestione delle patologie croniche ad alto impatto.
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