
Al Clinical Trials Day focus su intelligenza artificiale, competitività globale e nuovi modelli organizzativi per portare più velocemente le terapie ai pazienti
La medicina del futuro prende forma dove ricerca e assistenza si incontrano. Non più due mondi separati, ma un unico ecosistema capace di portare rapidamente innovazione al letto del paziente, rendendo disponibili terapie avanzate in modo sempre più sicuro e personalizzato. È questa la fotografia emersa dal convegno "Clinical Trials Day", ospitato a Roma presso l’Università Cattolica e la Fondazione Policlinico Gemelli.
Dalla sperimentazione alla cura: un unico percorso
Integrare la ricerca nella pratica clinica significa trasformare farmaci innovativi e dispositivi intelligenti in opzioni terapeutiche concrete. È un passaggio chiave, che richiede non solo tecnologie ma anche nuove figure professionali capaci di gestire dati complessi e garantire rigore scientifico
Come evidenziato nel messaggio della Rettrice dell’Università Cattolica, Elena Beccalli, "la ricerca clinica è una dimensione qualificante dell’ecosistema Gemelli, intesa non solo come produzione di conoscenza, ma come responsabilità diretta verso i pazienti". Una visione in cui l’ospedale diventa un vero Academic Hospital, dove la ricerca è parte integrante della cura quotidiana.
La sfida globale dei trial clinici
Le sperimentazioni cliniche non sono solo un passaggio scientifico, ma anche un terreno di competizione internazionale. Il presidente dell’AIFA, Robert Giovanni Nisticò, ha sottolineato che "le sperimentazioni cliniche rappresentano uno strumento essenziale per garantire ai pazienti terapie sempre più efficaci, sicure e innovative". Allo stesso tempo, ha richiamato l’attenzione sul contesto globale: "negli ultimi anni la quota europea di trial clinici è diminuita, mentre altri Paesi crescono grazie a procedure più rapide e investimenti mirati". La competitività, quindi, si gioca su fattori ben definiti: semplificazione normativa, velocità autorizzativa, digitalizzazione e uso dell’intelligenza artificiale.
Il ruolo strategico dei trial nel sistema sanitario
I trial clinici sono oggi molto più di studi sperimentali: rappresentano vere infrastrutture di sistema. Secondo Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento Prevenzione, Ricerca ed Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, "sono il motore della medicina di precisione e il punto in cui ricerca, tecnologia e cura diventano sistema".
L’Italia può contare su un punto di forza distintivo: la rete degli IRCCS. "Un modello unico in Europa, capace di integrare ricerca, alta specialità e trasferimento al paziente", ha aggiunto Campitiello, sottolineando la necessità di rendere questa eccellenza sempre più connessa e accessibile su tutto il territorio.
Ricerca e industria, un’alleanza decisiva
La collaborazione tra mondo scientifico, strutture sanitarie e industria è uno snodo centrale. Il presidente della Fondazione Gemelli IRCCS, Daniele Franco, ha ricordato che "la ricerca clinica è uno dei pilastri del nostro operato, insieme alla cura e all’insegnamento", evidenziando come il dialogo con il settore farmaceutico sia fondamentale per garantire innovazione e autonomia strategica. Un concetto rafforzato anche da Leonardo Gallitelli, presidente dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, secondo cui "la nuova conoscenza scientifica rappresenta un passaporto per il futuro, capace di avvicinare i pazienti alla speranza".
Intelligenza artificiale e nuovi modelli organizzativi
Tra i temi al centro del confronto: oncologia di genere, chirurgia robotica e soprattutto l’impiego dell’intelligenza artificiale nei trial clinici. L’innovazione digitale, insieme alla cooperazione internazionale, sta rendendo le sperimentazioni più rapide ed efficienti. Modelli come quello spagnolo, caratterizzato da elevata capacità di arruolamento e forte integrazione tra assistenza e ricerca, rappresentano oggi benchmark europei. Anche la trasformazione digitale descritta a livello internazionale va nella stessa direzione: piattaforme avanzate, interoperabilità dei dati e IA stanno cambiando progettazione, conduzione e analisi degli studi clinici.
Il valore concreto per i pazienti
I numeri raccontano quanto la ricerca clinica sia già realtà operativa. "Al Gemelli conduciamo oltre 750 trial clinici attivi" – ha spiegato Antonio Gasbarrini, ordinario di Medicina Interna dell'Università Cattolica e direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS –. La ricerca clinica non è un’attività laterale, ma parte viva dell’assistenza: consente ai pazienti di accedere in modo controllato a terapie innovative che anticipano la medicina di domani".
Ma per rendere questo processo davvero efficace serve anche un cambiamento organizzativo.
"Non basta avere tecnologie rivoluzionarie – ha sottolineato Vincenzina Mora, coordinatrice dell’evento e Direttrice operation della ricerca della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – serve una governance dei trial più agile ed efficace, con una forte sinergia tra medici e figure specializzate come study coordinator e study nurse".
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