|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Contraccettivi ormonali e semaglutide, emerge un'associazione

Uno studio danese rileva un maggiore ricorso al farmaco tra chi ha usato contraccettivi ormonali. Gli autori: i dati non dimostrano un rapporto di causa
Farmaci
Obesità

Le donne che hanno utilizzato contraccettivi ormonali mostrano una maggiore probabilità di iniziare successivamente una terapia con semaglutide. L'associazione emerge da un ampio studio danese, ma non dimostra che pillola o altri contraccettivi causino aumento di peso o determinino il successivo ricorso al farmaco.

La ricerca, presentata al Congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) in corso a Milano e pubblicata su JAMA Network Open, è stata coordinata da Mille Dybdal Bager dello Steno Diabetes Center Copenhagen.

Lo studio sui registri danesi

I ricercatori hanno utilizzato i registri sanitari nazionali della Danimarca, prendendo in considerazione donne tra 12 e 49 anni. L'analisi ha confrontato 22.694 donne alla prima prescrizione di semaglutide con un ampio gruppo di controllo appaiato per anno di nascita e senza precedente utilizzo di farmaci ipoglicemizzanti.

Sono state considerate diverse forme di contraccezione ormonale, dalla pillola combinata a quella contenente solo progestinico, fino a dispositivi intrauterini ormonali, impianti, iniezioni, anelli vaginali e cerotti.

In tutti i principali modelli di utilizzo è emersa un'associazione con il successivo inizio della terapia con semaglutide. Tra le donne che avevano utilizzato un solo tipo di contraccettivo, gli hazard ratio aggiustati variavano da 1,42 per la pillola combinata a 1,63 per i dispositivi intrauterini a base di solo progestinico. Per alcuni percorsi caratterizzati dall'impiego di più contraccettivi l'associazione superava il doppio rispetto alle donne che non ne avevano mai utilizzati.

L'associazione non dimostra un aumento di peso

Il dato richiede però una lettura prudente. La ricerca è osservazionale e non permette di stabilire che la contraccezione ormonale provochi un incremento ponderale che conduca successivamente alla prescrizione di semaglutide.

Gli stessi ricercatori ricordano che le evidenze disponibili sul rapporto tra contraccezione ormonale e aumento del peso misurato oggettivamente rimangono contrastanti. Diverso è il dato relativo alla percezione delle pazienti, che riferiscono non di rado variazioni ponderali durante l'utilizzo dei contraccettivi.

"I nostri risultati non indicano che la contraccezione ormonale causi un aumento di peso o porti all'uso di semaglutide", precisano gli autori.

L'associazione è rimasta presente anche dopo l'aggiustamento per l'indice di massa corporea, pur risultando attenuata. Questo non consente comunque di escludere l'influenza di altri fattori non misurati.

Può pesare anche il rapporto con i servizi sanitari

Una delle possibili spiegazioni riguarda il comportamento sanitario delle donne che utilizzano contraccettivi. Una maggiore frequenza dei contatti con medici e servizi può aumentare anche le occasioni nelle quali affrontare problemi legati al peso e valutare un trattamento farmacologico.

Gli autori indicano inoltre tra i possibili fattori la percezione delle variazioni di peso, l'insoddisfazione verso un metodo contraccettivo, i cambiamenti da un prodotto all'altro e condizioni metaboliche che possono influenzare sia le scelte contraccettive sia la gestione del peso.

Lo studio presenta anche limiti propri dell'utilizzo dei registri. Mancano misure dirette delle variazioni ponderali percepite e degli effetti indesiderati attribuiti ai contraccettivi. Non erano inoltre disponibili informazioni complete sui metodi non ormonali, come la spirale al rame, rendendo eterogeneo il gruppo utilizzato come riferimento.

Un segnale da approfondire

Il risultato apre quindi una domanda più che fornire una spiegazione causale. La storia di utilizzo della contraccezione ormonale potrebbe identificare un gruppo di donne che, per ragioni metaboliche, comportamentali o legate al rapporto con i servizi sanitari, arriva più frequentemente al trattamento farmacologico del peso.

Saranno necessari altri studi per distinguere il possibile ruolo delle variazioni ponderali da quello della percezione del peso e delle modalità di accesso alle cure. È su questi fattori, concludono i ricercatori, che dovrà concentrarsi l'approfondimento dell'associazione osservata.

Farmaci
Obesità
Commenti

I Correlati

Diabete di tipo 2, orforglipron: risultati a lungo termine confermano controllo glicemico e riduzione del peso
Farmaci
Leggimi
Farmaci
Diabetologia

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Aumento di peso da antipsicotici: semaglutide tra le strategie più efficaci secondo una nuova network meta-analisi
Psichiatria
Aumento di peso da antipsicotici: semaglutide tra le strategie più efficaci secondo una nuova network meta-analisi
Una revisione sistematica con network meta-analisi pubblicata su JAMA Psychiatry confronta 39 interventi farmacologici per il trattamento dell'aumento di peso associato agli antipsicotici. I risultati evidenziano il ruolo emergente degli agonisti del
Novo Nordisk: CagriSema riduce il peso del 21% nell'obesità e mostra forte efficacia nel diabete tipo 2
Aziende
Novo Nordisk: CagriSema riduce il peso del 21% nell'obesità e mostra forte efficacia nel diabete tipo 2
I risultati di fase 3 degli studi REIMAGINE 5 e REDEFINE 9 di Novo Nordisk confermano l'efficacia di CagriSema nel controllo del peso nel diabete tipo 2 e nell'obesità.
Alimentazione a tempo limitato: i benefici sul peso durano fino a 12 mesi, ma resta il rischio di perdita della massa muscolare
Obesità
Alimentazione a tempo limitato: i benefici sul peso durano fino a 12 mesi, ma resta il rischio di perdita della massa muscolare
L'alimentazione a tempo limitato favorisce il mantenimento della perdita di peso fino a un anno, ma può associarsi a una riduzione della massa muscolare, richiedendo interventi mirati per preservarla
Farmaci anti-obesità, quasi 390 milioni di spesa privata nel 2025
Farmaci
Farmaci anti-obesità, quasi 390 milioni di spesa privata nel 2025
I dati OsMed mostrano la crescita degli acquisti a carico dei cittadini di semaglutide e tirzepatide. Consumi in Fascia C aumentati dell'85,7% in un anno.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.