
Benefici maggiori sul peso, ma anche una più elevata frequenza di effetti collaterali. È quanto emerge da uno studio presentato al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) e pubblicato su The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women's Health, secondo cui le donne rappresentano oggi la principale categoria di utilizzatrici dei farmaci GLP-1 e continueranno a esserlo nei prossimi anni. Un dato che rende sempre più urgente approfondire sicurezza, tollerabilità e accesso alle cure nella popolazione femminile.
Obesità in aumento entro il 2050
Secondo le stime riportate dai ricercatori, nel 2021 il 46,7% delle donne e il 43,4% degli uomini conviveva con sovrappeso o obesità. Entro il 2050 le percentuali potrebbero salire rispettivamente al 60,3% e al 57,4%. Numeri che spiegano perché i farmaci agonisti del recettore del GLP-1 siano destinati a svolgere un ruolo sempre più centrale nella gestione delle malattie metaboliche.
Benefici maggiori, ma anche più reazioni avverse
L'analisi evidenzia come la perdita di peso ottenuta con queste terapie risulti generalmente superiore nelle donne rispetto agli uomini, mentre il miglioramento del controllo glicemico appare simile nei due sessi. Allo stesso tempo, però, le donne riferiscono più frequentemente alcuni effetti collaterali, tra cui mal di testa, vomito e vertigini.
La richiesta dei ricercatori
«L'uso dei farmaci GLP-1 è destinato a crescere sia nelle donne sia negli uomini, ma servono ulteriori studi per definire con maggiore precisione benefici e rischi nella popolazione femminile», sottolineano gli autori della ricerca. Le donne rappresentano infatti la quota prevalente degli utilizzatori di questi trattamenti, una tendenza che riflette sia esigenze cliniche sia fattori sociali e culturali legati al genere. Nonostante la diffusione già registrata a livello globale, l'interesse per queste terapie continua ad aumentare.




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