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Salute mentale, Schillaci rilancia il Piano: fondi e sfide aperte

Dopo tredici anni un nuovo Piano nazionale e risorse dedicate fino al 2028. Il ministro punta su prevenzione e giovani, ma resta la sfida dell'attuazione.
Psichiatria
Sanità pubblica

La salute mentale torna al centro delle politiche sanitarie con il Piano nazionale 2025-2030 e nuovi finanziamenti. In occasione della Giornata mondiale del 10 ottobre, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha richiamato gli obiettivi della programmazione nazionale, dalla prevenzione alla presa in carico dei giovani, fino al contrasto della depressione e alla prevenzione dei suicidi.

"Quest’anno il Servizio Sanitario Nazionale celebra la Giornata mondiale della salute mentale con strumenti più solidi e una visione più moderna, grazie al Piano strategico nazionale di azioni sul tema che mancava da tredici anni e che questo governo ha fortemente voluto, rafforzando la capacità del sistema di rispondere in modo efficace ai bisogni delle persone che vivono una condizione di disagio psicologico", ha dichiarato il ministro.

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Il Piano nazionale e le risorse disponibili

Il Piano di azioni nazionale per la salute mentale (PANSM) 2025-2030 è stato approvato dalla Conferenza Unificata il 29 dicembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 febbraio 2026. Il documento definisce una strategia per rafforzare prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, promuovendo l'integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e territoriali.

La legge di bilancio 2026 ha previsto risorse dedicate alla sua attuazione: 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027 e 90 milioni per il 2028, seguiti da 30 milioni annui a decorrere dal 2029. Si tratta di quote del fabbisogno sanitario nazionale destinate al potenziamento delle strategie e delle azioni previste dal Piano.

L'accordo istitutivo impegna Regioni, Province autonome ed enti locali a recepire i contenuti del PANSM. L'effettiva applicazione delle misure dipenderà quindi anche dalla programmazione territoriale e dalla capacità di tradurre gli obiettivi nazionali in servizi e percorsi assistenziali.

Giovani, diagnosi precoce e integrazione dei servizi

Tra le priorità indicate dal ministro figura la salute mentale delle nuove generazioni, con particolare attenzione al passaggio dall'adolescenza all'età adulta, una fase nella quale la continuità assistenziale può risultare particolarmente delicata.

"Un Piano che non si limita alla gestione della malattia, ma punta sulla diagnosi precoce, sulla prevenzione e sulla costruzione di una rete integrata di interventi, con particolare attenzione ai giovani", ha sottolineato Schillaci, richiamando la necessità di rafforzare i servizi per l'infanzia e l'adolescenza e la collaborazione tra scuola, sanità e servizi sociali.

L'esigenza di potenziare l'assistenza emerge anche dai dati disponibili. Secondo il Rapporto sulla salute mentale del Ministero della Salute, nel 2024 sono state oltre 845mila le persone assistite dai Dipartimenti di salute mentale. Il dato, che non comprende l'Abruzzo e presenta informazioni incomplete per il Molise, restituisce la dimensione della domanda intercettata dai servizi specialistici pubblici, senza esaurire l'intero fabbisogno di assistenza psicologica e psichiatrica della popolazione.

Nel luglio scorso, rispondendo a un'interrogazione parlamentare, Schillaci aveva inoltre richiamato una media di oltre 1.700 accessi quotidiani al pronto soccorso per disturbi psichiatrici, sottolineando la necessità di una risposta strutturale.

Depressione e prevenzione dei suicidi, due documenti in preparazione

Un ulteriore sviluppo annunciato dal ministro riguarda il lavoro del tavolo tecnico coordinato dallo psichiatra Alberto Siracusano, impegnato nella predisposizione di due documenti dedicati rispettivamente alla depressione e alla prevenzione dei suicidi.

Si tratta di ambiti nei quali assumono particolare importanza l'individuazione precoce delle situazioni di rischio, la continuità delle cure e il raccordo tra medicina generale, servizi specialistici e strutture territoriali.

"Compito del Servizio Sanitario Nazionale è non lasciare nessuno ai margini, perché la salute mentale è un diritto che va garantito a tutti, senza discriminazioni", ha affermato Schillaci.

Dalla programmazione all'accesso alle cure

Il nuovo Piano nazionale rappresenta un riferimento per la riorganizzazione dell'assistenza, ma l'approvazione del documento e lo stanziamento delle risorse non coincidono automaticamente con il potenziamento dei servizi.

La sua attuazione richiede il coinvolgimento delle amministrazioni regionali, l'organizzazione dei percorsi assistenziali e l'integrazione tra le diverse figure professionali. La disponibilità di personale, la tempestività della presa in carico e la continuità degli interventi costituiscono alcuni degli aspetti attraverso i quali sarà possibile verificarne gli effetti.

In occasione della Giornata mondiale, anche la Società italiana di scienze infermieristiche in salute mentale (SISISM) ha richiamato l'importanza di servizi accessibili, fondati sui diritti delle persone e sulla loro partecipazione alle decisioni che riguardano i percorsi di cura.

Il passaggio dalla programmazione nazionale all'organizzazione territoriale sarà dunque decisivo per misurare i risultati del PANSM 2025-2030. La sfida non è soltanto disporre di un nuovo Piano, ma rendere più tempestivo, continuativo e omogeneo l'accesso alle cure per la salute mentale.

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