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Salute mentale, Schillaci firma il riparto dei fondi: "Risorse aggiuntive e obiettivi vincolati"

Firmato il decreto di riparto per il Piano nazionale salute mentale 2025-2030. Previsti oltre 250 milioni aggiuntivi nei prossimi quattro anni. Il ministro: "Non fondi a pioggia ma interventi mirati".
Psichiatria

Dopo l'approvazione del Piano di Azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, arriva un nuovo passaggio operativo. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato di aver firmato il decreto di riparto delle risorse che saranno destinate alle Regioni per l'attuazione del Piano. Il provvedimento è ora all'esame del Ministero dell'Economia e delle Finanze e sarà successivamente trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni.

"L'ho firmato la scorsa settimana", ha spiegato Schillaci durante la presentazione del Piano a Palazzo Madama. "A differenza del precedente Piano, questo non è a risorse invariate". Le risorse aggiuntive previste ammontano a 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028 e 30 milioni annui a partire dal 2029, destinati a diventare strutturali.

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Fondi vincolati a obiettivi specifici

Il ministro ha inoltre precisato che le nuove risorse non saranno distribuite senza criteri definiti. "Non si tratta di fondi a pioggia", ha affermato Schillaci. "Sono risorse vincolate al raggiungimento di obiettivi prioritari individuati dal Ministero nell'ambito della prevenzione e dell'assistenza".

L'intenzione dichiarata è quella di legare il finanziamento a interventi misurabili e coerenti con le linee di sviluppo indicate nel Piano nazionale, che punta a rafforzare la presa in carico territoriale, la prevenzione e l'integrazione dei servizi.

Le polemiche dopo il caso di Modena

L'annuncio arriva in un momento in cui il tema della salute mentale è tornato al centro del dibattito pubblico anche a seguito di recenti fatti di cronaca. Senza citare direttamente l'episodio, Schillaci ha fatto riferimento alle critiche rivolte al Governo e al Ministero nelle settimane successive all'attentato di Modena, compiuto da una persona che aveva avuto precedenti contatti con i servizi di salute mentale.

"Ho ascoltato e letto critiche che ritengo ingenerose", ha dichiarato il ministro. "Io rispondo oggi alle critiche con dei numeri".

Un settore che torna al centro dell'agenda sanitaria

Il tema della salute mentale sta assumendo un peso crescente nell'agenda sanitaria nazionale. L'aumento della domanda di assistenza psicologica e psichiatrica, l'impatto delle fragilità sociali e l'esigenza di rafforzare i servizi territoriali hanno riportato il settore al centro delle priorità indicate dal Ministero. L'elemento di novità rivendicato dal Governo riguarda soprattutto la presenza di risorse dedicate. Se il precedente Piano aveva ricevuto critiche per l'assenza di finanziamenti aggiuntivi, il nuovo programma si presenta con una dotazione economica specifica e con meccanismi di finanziamento collegati a obiettivi definiti.

Resta ora da verificare come le Regioni utilizzeranno le risorse assegnate e quali effetti concreti il Piano sarà in grado di produrre sulla capacità dei servizi di rispondere ai bisogni di salute mentale della popolazione. Nel frattempo il ministro ha la possibilità di presentare un risultato concreto, dopo le difficoltà relative al riordino della sanità territoriale.

Psichiatria
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