
L'intelligenza artificiale entra nella formazione continua dei professionisti sanitari, con una quota specifica dell'obbligo ECM triennale da destinare all'acquisizione di competenze sull'utilizzo dei nuovi sistemi. La novità è contenuta nel decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 ottobre, che adegua la normativa nazionale al regolamento europeo sull'intelligenza artificiale.
ECM e intelligenza artificiale, cosa prevede il decreto
L'articolo 51 del provvedimento stabilisce che i corsi di formazione continua dei professionisti sanitari debbano comprendere percorsi di alfabetizzazione e formazione all'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. Non si tratta soltanto di acquisire familiarità con le nuove tecnologie, ma di sviluppare competenze per impiegarle in modo consapevole, tenendo conto delle loro potenzialità, dei limiti e delle responsabilità connesse all'attività professionale.
La disposizione individua tre ambiti formativi. Il primo riguarda gli aspetti tecnici, compresi il funzionamento dei sistemi, le tecniche di interrogazione e istruzione, le potenzialità e i limiti degli strumenti utilizzati nel settore sanitario. Il secondo comprende gli aspetti giuridici, con particolare riferimento all'AI Act europeo e alle disposizioni nazionali di attuazione. Il terzo interessa i profili deontologici, dalle responsabilità del professionista agli obblighi informativi e al rispetto del principio antropocentrico nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale.
La novità più rilevante riguarda tuttavia la distribuzione dei crediti formativi. Entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto, la Commissione nazionale per la formazione continua dovrà definire una specifica percentuale dell'obbligo formativo individuale triennale da riservare ai percorsi dedicati all'IA. Il provvedimento non stabilisce direttamente il numero di crediti richiesti: sarà la Commissione a quantificare la quota.
Formazione manageriale, nuovi compiti per Agenas
Il decreto interviene anche sulla formazione dei dirigenti sanitari. Sempre entro sei mesi dall'entrata in vigore, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) dovrà individuare programmi specifici di alfabetizzazione e utilizzo dell'intelligenza artificiale da inserire nei corsi di formazione manageriale previsti dall'articolo 16-quinquies del decreto legislativo 502/1992.
L'intervento estende quindi l'attenzione dalle competenze dei singoli professionisti alla preparazione di chi svolge funzioni di direzione e organizzazione dei servizi. Per i dirigenti sanitari, la conoscenza dei sistemi di IA assume rilievo anche rispetto alle decisioni sull'introduzione delle tecnologie e alla loro integrazione nelle attività delle strutture.
Un'ulteriore disposizione, contenuta nell'articolo 47, riguarda la formazione organizzata dagli Ordini professionali, prevedendo percorsi iniziali e continui sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Anche in questo caso sono richiamati gli aspetti tecnici, giuridici e deontologici, con particolare attenzione alle responsabilità professionali e agli obblighi informativi.
Le scadenze e le ricadute per i professionisti sanitari
Con il decreto legislativo n. 179/2026, la formazione sull'intelligenza artificiale assume dunque una collocazione esplicita nel sistema di aggiornamento delle professioni sanitarie. Il passaggio successivo sarà rappresentato dalle determinazioni della Commissione nazionale ECM e di Agenas, chiamate a tradurre le disposizioni legislative in requisiti e programmi formativi.
Resta da definire la percentuale dei crediti ECM da destinare all'IA, così come l'organizzazione concreta dei percorsi all'interno dell'offerta formativa. Il decreto fissa gli ambiti di competenza e le scadenze istituzionali, ma non individua ancora un numero minimo di crediti per ciascun professionista.
La novità riguarda direttamente medici, farmacisti e gli altri professionisti sanitari soggetti all'obbligo ECM. L'aggiornamento sull'intelligenza artificiale non viene più considerato soltanto un'opportunità di formazione specialistica, ma una componente specifica dell'educazione continua, destinata a comprendere tanto l'utilizzo degli strumenti quanto la valutazione dei loro limiti e delle responsabilità che ne derivano.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.