
L'allarme sui prodotti di bellezza contraffatti al centro di una sessione di lavori del Sanit, il Forum internazionale della salute, al Palazzo dei Congressi di Roma. Il convegno 'Donne tra tutela della salute e diritto alla bellezza' inizierà il 26 giugno alle 9.00 e sarà organizzato dall'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp).
"La Cina - anticipa in una nota il direttore dell'Inmp di Roma, Aldo Morrone - produce il 37% del totale dei cosmetici contraffatti e l'80% di tutti i prodotti 'taroccati', cosmetici e non cosmetici.
Seguono Indonesia (19%), Ucraina (16%) ed Emirati Arabi (10%). Nella regione del Golfo ad esempio - rivela - il mercato di cosmetici e articoli da toletta contraffatti è diventato un affare da 210 miliardi di dollari. La contraffazione, già da molti anni, coinvolge anche il settore dei cosmetici e dei prodotti per la cura della pelle". Secondo il dermatologo, "il problema dei cosmetici contraffatti coinvolge soprattutto le persone di cute scura che, per motivi sociali e culturali, utilizzano particolarmente prodotti sbiancanti per diminuire la tonalità del colore nero. Sull'onda di questa percezione dei canoni di bellezza, il mercato è stato invaso da creme depigmentanti, a base di idrochinone, cortisonici e composti di mercurio a concentrazioni diverse e non indicate nei foglietti illustrativi, con controindicazioni non ben indicate.




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