
La risposta della dermatologia italiana
A intervenire ufficialmente è stata anche la Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (Sidemast), che ha diffuso una nota per richiamare le evidenze consolidate sul rapporto tra raggi UV e tumori della pelle. «I falsi messaggi sono di per sé negativi ma quando mandati da medici sono estremamente pericolosi. È evidente e innegabile che i raggi UV siano cancerogeni e la principale causa di tumori della pelle. Negarlo è mistificazione e follia», afferma il direttivo della società scientifica.
Quando un dato scientifico viene letto fuori contesto
Al centro della polemica c'è uno studio osservazionale pubblicato nel 2023 sulla coorte UK Biobank. Alcuni passaggi della ricerca sono stati utilizzati per sostenere che chi usa più frequentemente la protezione solare svilupperebbe più spesso tumori della pelle. Tuttavia, gli stessi autori hanno chiarito che il dato non dimostra alcun rapporto causa-effetto. Le persone che utilizzano abitualmente le creme solari appartengono spesso alle categorie più esposte o più vulnerabili, come i soggetti con pelle chiara, e possono trascorrere più tempo al sole proprio perché si sentono maggiormente protetti.
Secondo la Sidemast, «è inutile controbattere una tesi costruita sulla estrapolazione di un dato, e non sulla analisi del lavoro scientifico, che afferma esattamente l'opposto di quanto riportato». La società ricorda infatti che lo studio citato conclude che «la principale causa dei tumori cutanei è l'esposizione agli UV e raccomanda protezione e prevenzione in tal senso, anche con la corretta applicazione di creme solari».
Melanoma e raggi UV
Sul piano scientifico, il legame tra radiazioni ultraviolette e melanoma è consolidato. Anche la Sidemast ribadisce che «l’esposizione solare eccessiva e non protetta rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo dei tumori della pelle, soprattutto quando si accompagna a esposizioni prolungate e a ripetute scottature solari». Per questo gli specialisti raccomandano comportamenti di fotoprotezione adeguati, in particolare nelle ore centrali della giornata.
Creme solari: cosa dicono le evidenze
Negli ultimi anni alcuni studi hanno mostrato che specifici ingredienti presenti nei filtri solari possono essere assorbiti in piccole quantità dall'organismo. Un dato che sui social è stato spesso interpretato come una prova della loro presunta tossicità. In realtà, gli stessi ricercatori hanno precisato che il riscontro di queste sostanze nel sangue non dimostra un danno per la salute né un aumentato rischio oncologico.
Su questo punto la posizione della Sidemast è chiara: «non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un effetto cancerogeno delle creme solari. Al contrario, si tratta di prodotti regolamentati, sottoposti a una rigorosa disciplina europea e a continue verifiche di sicurezza». La società scientifica sottolinea inoltre che, se utilizzate correttamente, le creme solari rappresentano «uno degli strumenti più efficaci, insieme agli altri comportamenti di fotoprotezione, per ridurre il rischio di tumori cutanei».
Vitamina D e protezione solare: un falso conflitto
Un altro argomento richiamato nel dibattito riguarda la vitamina D. Anche in questo caso le evidenze disponibili non sostengono l'idea che l'utilizzo corretto delle creme solari comporti carenze clinicamente significative nella popolazione generale. Gli esperti ricordano che la normale esposizione quotidiana alla luce solare è sufficiente a garantire la sintesi della vitamina D, senza la necessità di ricorrere a esposizioni prolungate o a scottature.
Tra social e salute, il valore dell'informazione corretta
Al di là della singola polemica, la vicenda evidenzia le difficoltà della comunicazione sanitaria nell'era digitale. L'accesso immediato agli studi scientifici rappresenta un'opportunità importante, ma richiede competenze adeguate per distinguere tra risultati, interpretazioni e conclusioni. Per questo i dermatologi invitano alla prudenza di fronte a messaggi sensazionalistici e ribadisce che la prevenzione resta il principale alleato contro il melanoma. I dermatologi ricordando che evitare le scottature solari, limitare l'esposizione nelle ore più calde, utilizzare correttamente le creme solari e adottare adeguate misure di fotoprotezione attraverso indumenti e cappelli rappresentano ancora oggi le strategie più efficaci per proteggere la salute della pelle.



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