
L'ISS: verificare le fonti per proteggere la salute
Nel pieno della bella stagione, l'Istituto superiore di sanità sottolinea come sul tema della protezione solare continuino a circolare informazioni prive di fondamento scientifico. «Con l'arrivo dell'estate aumentano anche le fake news sulla protezione dal sole, in particolare sulle creme solari. Non tutte le opinioni hanno lo stesso valore: per tutelare la salute è importante verificare le fonti e affidarsi alle indicazioni scientifiche». Una presa di posizione che arriva all'indomani delle polemiche nate attorno ad alcuni contenuti social che mettevano in dubbio il ruolo dei raggi UV nello sviluppo dei tumori della pelle e la sicurezza dei prodotti fotoprotettivi.
Perché le creme non proteggono al 100%
Nel suo intervento l’Iss chiarisce anche un aspetto spesso frainteso: «il consiglio di utilizzare le creme solari quando l'esposizione è inevitabile non dipende da una loro presunta pericolosità, ma dai limiti della protezione che possono offrire», perché «nessuna crema scherma il 100% dei raggi ultravioletti», spiega l'Istituto che pubblica dati precisi: una protezione SPF 15 lascia passare circa il 7% dei raggi UV, una SPF 30 il 3% e una SPF 50 circa il 2%. Per questo motivo la fotoprotezione non può esaurirsi nell'applicazione di una crema ma deve essere accompagnata da comportamenti corretti, come limitare le esposizioni più intense e prevenire le scottature.
L'uso corretto delle protezioni
L'Istituto superiore di sanità richiama inoltre l'attenzione sulle modalità di utilizzo. L'efficacia dei prodotti può infatti ridursi sensibilmente quando vengono applicati in quantità insufficiente o non vengono riapplicati nel corso della giornata. «Le creme solari devono quindi essere considerate un importante presidio, considerando anche altre misure preventive. Quando necessarie, non vanno utilizzate "il meno possibile": devono essere applicate in modo abbondante prima dell'esposizione e riapplicate più volte durante la giornata».
Un messaggio che si aggiunge a quello della SIDeMaST
L'intervento dell'Iss rafforza quanto già espresso nei giorni scorsi dalla Sidemast che aveva definito l'eccessiva esposizione ai raggi UV il principale fattore di rischio per i tumori della pelle e aveva ribadito l'assenza di evidenze scientifiche che dimostrino un effetto cancerogeno delle creme solari.
Nel giro di poche ore, dunque, le due principali voci istituzionali e scientifiche italiane sul tema della salute della pelle hanno rilanciato un messaggio comune: la corretta fotoprotezione resta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di danni cutanei e di tumori correlati all'esposizione solare.




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