
Sergio Dompè, presidente di Farmindustria, illustra il punto di vista degli industriali del farmaco sulla crisi dell'economia. E chiede a Governo e Parlamento, ''di non essere punitivi verso le imprese del farmaco: proseguendo nella politica di controllo della spesa pubblica, si deve creare un ambiente positivo per nuovi investimenti, convincendo gli imprenditori stranieri e quelli nazionali che continuare ad investire in Italia e' una buona scelta''. Spiega Dompè, intervenuto in audizione presso la commissione Attività produttive della Camera:''Non chiediamo sconti, ma stabilità del quadro e certezza delle regole''. Serve il ''potenziamento degli incentivi alla ricerca e sviluppo, la tutela della proprietà intellettuale e il riconoscimento del valore del marchio''. A questo proposito i prossimi tre anni, ricorda, ''vedranno, in un quadro di crisi internazionale, la scadenza di numerosi brevetti con significative riduzioni del fatturato''. Sono necessarie ''risorse adeguate alla domanda di salute'': dal 2001, ''la spesa farmaceutica convenzionata e' diminuita del 2,4%, mentre le altre voci di spesa sanitaria, che rappresentano l'84% del totale, sono aumentate del 54,6%''. Le imprese, ribadisce, hanno bisogno di ''migliore efficienza delle procedure burocratiche e amministrative, certezza dei tempi di accesso all'innovazione, e premi per l'eccellenza in aree strategiche''.




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