|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Medicina: con 'sangue come burro' diventa mamma, quinto caso al mondo

Medicina Interna

Da quando ho scoperto la malattia, a 10 anni, sono obbligata ad una dieta priva di grassi", racconta la neomamma, ricordando per nutrire la sua bambina nella pancia ha dovuto
massaggiarsi ogni giorno con olio di girasole per farle arrivare i lipidi necessari alla crescita del cervello. La sua malattia è molto rara, colpisce una persona ogni milione e mezzo circa. Ai malati manca un enzima nell'intestino, la lipoproteinlipasi che scinde i chilomicroni, i 'veicoli' dei grassi. E così i chilomicroni si accumulano nel sangue e lo rendono tanto denso da sembrare burro. Durante le crisi, che vengono quando si assumono grassi, ci sono forti
dolori addominali. E il rischio maggiore è la pancreatite. "Oggi, rispetto al passato, questi pazienti - spiega Andrea Bartuli, primario dell'Unità operativa malattie rare del Bambino Gesù di Roma che segue Cristina da 20 anni - arrivano all'età adulta.

pubblicità

E possono avere figli.
Ma in letteratura, fino ad oggi, erano descritti solo quattro casi di donne che sono riuscite ad avere un figlio".
La gravidanza per queste pazienti, infatti, è molto rischiosa. "Durante i 9 mesi, fisiologicamente, i trigliceridi nel sangue - continua Bartuli - si alzano moltissimo. Le pazienti possono avere molte pancreatiti. Ma c'è anche il rischio che la dieta eccessivamente ristretta di lipidi non fornisca i grassi necessari per formare il cervello del bambino". Il problema è stato risolto in modo creativo, facendo assumere alla paziente i grassi non per bocca, ma facendoli passare dalla pelle. "La paziente doveva spalmarsi 15 grammi di olio di semi di girasole sulla pelle al giorno - dice il medico - per fare arrivare i grassi nel sangue senza passare per l'intestino dove questo enzima impedisce l'assorbimento".
 

Medicina Interna
Commenti

I Correlati

Ipofosfatemia X-Linked: Aismme promuove la campagna di sensibilizzazione “Alla ricerca del fosfato”
Medicina Interna
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Farmacomicrobiomica, il microbiota intestinale entra nell’era della medicina personalizzata
Medicina Interna
Farmacomicrobiomica, il microbiota intestinale entra nell’era della medicina personalizzata
Le comunità microbiche che popolano l’intestino influenzano l’efficacia e la sicurezza dei farmaci. Una revisione internazionale evidenzia il potenziale della farmacomicrobiomica per rendere le terapie sempre più mirate e personalizzate.
Terapie semintensive nei reparti di medicina interna: Simi e Fadoi chiedono una riforma dopo 38 anni di norme ferme
Medicina Interna
Terapie semintensive nei reparti di medicina interna: Simi e Fadoi chiedono una riforma dopo 38 anni di norme ferme
Le società scientifiche portano ad Agenas e al Ministero della Salute un dossier: il 60% dei pazienti ha un'intensità di cura medio alta, ma i decreti li classificano ancora come "a bassa complessità"
Malattie epatiche, un’emergenza ancora sottovalutata
Medicina Interna
Malattie epatiche, un’emergenza ancora sottovalutata
Un editoriale su The Lancet riporta al centro le patologie del fegato. Giannini (SIGE): “Serve un cambio di strategia nelle politiche sanitarie”
Ipertensione, soglie sempre più basse: “Così aumentano incertezza e pressione sul sistema”
Medicina Interna
Ipertensione, soglie sempre più basse: “Così aumentano incertezza e pressione sul sistema”
Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.