
I medici, in una nota dell'Anaao Assomed, il più rappresentativo della categoria, spiega che ''più volte posto all'attenzione del Governo, del Parlamento e delle Regioni alcune questioni centrali per il Servizio Sanitario Nazionale e per la sua dirigenza senza ricevere risposte concrete''. Gli impegni assunti dal Ministro Sacconi in accordo con il Ministro Brunetta, ha anche spiegato il sindacato, ''che avrebbero dovuto essere condivisi con le Regioni, non hanno determinato finora alcun risultato''. Sono 10 i punti su cui le organizzazioni sindacali chiedono di intervenire: il patto per la salute; i piani di rientro delle Regioni; il federalismo fiscale; la legge delega per la riforma della Pubblica Amministrazione e decreti delegati; la ''rottamazione'' della dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale; il governo clinico e proroga attività libero professione intramuraria; il rischio clinico; il precariato della dirigenza del SSN; il rinnovo contrattuale; la rivalutazione economica della indennità di esclusività.

Il sindacato denuncia l'assenza di misure per i rinnovi contrattuali: nelle strutture Aiop l'ultimo accordo risale al 2005, mentre quello Aris è scaduto nel 2023.

Di Silverio raccoglie il richiamo di Mattarella alla tutela della sanità pubblica e chiede interventi immediati nella manovra su stipendi, personale e lavoro ospedaliero.

Dopo il tavolo al ministero del Lavoro, il sindacato degli infermieri valuta una o due giornate di protesta e chiede risorse per sbloccare i rinnovi.

Al congresso nazionale, Magi avverte sul rischio di strutture senza personale e propone un accordo unico per la specialistica e il doppio canale.
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