In questi giorni si è tenuta la 3° Edizione del Congresso “Dalle intolleranze Alimentari alla Nutrigenetica”, per le categorie dei medici, biologi, farmacisti e dietisti.
Negli ultimi anni si è riscontrato un interesse crescente nei confronti del fattore “alimentazione” nella ricerca del benessere individuale. Il tema è ampiamente dibattuto tra gli esperti del settore che concordano sul fatto che l’interazione tra individuo e i “fattori nutrizionali e ambientali” sia la base di partenza per comprendere la causa di numerose problematiche e patologie.
Il Congresso è organizzato dall’A.I.Nu.C., l’ Accademia Internazionale di Nutrizione e vuole proporre un confronto serio e scientifico sull’argomento aprendo nuovi orizzonti di discussione e approfondimento alle nuove possibilità che la genetica applicata alla nutrizione mette a disposizione.
Oggi alcuni semplici test sul DNA ci rivelano quelle peculiarità genetiche che sono sensibili alle variabili ambientali, in primo luogo la dieta ed il nostro stile di vita, e che incidono nel bene e nel male sulla qualità della nostra vita stessa.
Ognuno di noi è unico e ciò è dovuto ai nostri geni. Le differenze da individuo a individuo si manifestano sia esteriormente nel nostro aspetto fisico, come il colore dei capelli e degli occhi, sia internamente, ad esempio nella diversa capacità di metabolizzare i nutrienti o eliminare le tossine. Infatti, sebbene condividiamo gran parte del materiale genetico, in ciascun gene vi sono punti di variazione; l’insieme di queste piccole variazioni influenza ciò che siamo e definisce la nostra individualità.
Ma i geni non sono tutto, essi non lavorano da soli e non ci determinano in modo assoluto. Essi interagiscono con il nostro ambiente, pertanto modificando la nostra interazione con l’ambiente modifichiamo l’espressione dei geni.
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