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Staminali: pelle temporanea per ustionati in attesa di trapianto

Dermatologia

I ricercatori sono riusciti a creare una pelle-ponte, destinata agli ustionati in attesa del trapianto. Per oltre 20 anni i pazienti con gravi ustioni hanno beneficiato dell'autotrapianto delle proprie cellule, coltivate in laboratorio fino a permettere di rimpiazzare la pelle danneggiata. Ma il problema maggiore di questo approccio consiste nell'attesa di 3 settimane, il tempo necessario a far crescere cellule sufficienti per il trapianto. Cosa che espone il paziente al rischio di disidratazione e infezioni. La pelle decellularizzata da cadavere, invece, può essere usata per coprire le ferite in questa fase, ma la disponibilità di questo materiale è limitata e il tessuto oltre tutto viene spesso rigettato dal ricevente. I ricercatori si sono indirizzati così verso matrici inerti biosintetiche e sintetiche, ma al momento questo approccio non permette di sostituire la pelle da cadavere nelle ustioni più vaste.

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Nello studio francese le staminali embrionali umane sono state 'piantate' su delle cellule e sottoposte a un trattamento farmacologico per 40 giorni. Questo trattamento indirizza le 'cellule bambine', spingendole a trasformarsi in cheratinociti e a seguire tutti i passaggi biologici che portano alla formazione dell'epidermide nella fase dello sviluppo embrionale. Così il team francese ha ottenuto una popolazione di cellule con le caratteristiche dei cheratinociti. Una volta poste su una matrice artificiale, le cellule sono state in grado di formare uno strato di pelle. Dodici settimane dopo il trapianto su cinque topolini la pelle derivata dalle staminali aveva la struttura tipica della pelle umana. Dunque questo approccio, dicono i ricercatori, potrebbe fornire una risorsa illimitata per sostituzioni temporanee di pelle nei pazienti con vaste ustioni, mentre aspettano l'autotrapianto.
Dermatologia
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