Canali Minisiti ECM

Effetti del tè verde sulla depressione geriatrica

Nutrizione Redazione DottNet | 21/01/2010 14:59

Il tè verde è antiossidante, previene l`insorgere di alcuni tipi di tumore e aiuta a regolare la pressione. Ma non solo: secondo uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori giapponesi della Tohoku University Graduate School of Biomedical Engineering di Sendai e pubblicato sull`American Journal of Clinical Nutrition, il tè verde nasconde anche delle proprietà antidepressive, soprattutto nelle persone più avanti negli anni.

La depressione geriatrica - uno stato mentale caratterizzato da senso di inadeguatezza e da pessimismo derivante dalla mancanza di obiettivi - può aumentare il rischio di sviluppare altre patologie, di peggiorare l`esito delle malattie di cui già si soffre, e di favorire la mortalità nella terza età. Gli studiosi hanno esaminato 1058 anziani di oltre 70 anni affetti da diversi livelli di depressione: il 34% degli uomini e il 39% delle donne del gruppo riferiva sintomi di malinconia, mentre il 20% degli uomini e il 24% delle donne soffriva di depressione grave.
I pazienti sono stati intervistati circa la loro

dottnet.it/2514/il-tè-verde-aiuta-a-migliorare-la-salute-di-denti-e-gengive.aspx">assunzione giornaliera di tè verde: dall`analisi dei dati è emerso che il livello di depressione era minore del 44% nei partecipanti che erano soliti consumare più di quattro tazze di tè verde al giorno, al contrario di quelli che ne bevevano una o meno di una (indipendentemente dallo stato socioeconomico, dall`età, dal sesso, dall`indice di massa corporea, dal consumo di alcool e fumo e dall`attività fisica).

pubblicità

La differenza sembra farla la L-teanina, un aminoacido che favorisce un effetto calmante.
Gli scienziati hanno poi analizzato gli effetti anche del tè oolong e di quello nero, entrambi già conosciuti soprattutto per le loro proprietà, rispettivamente, anti-colesterolo e antiossidanti, e hanno constatato che non presentano gli stessi benefici anti-depressione.

Commenti

I Correlati

Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona

La correlazione emerge per la prima volta da uno studio condotto presso l'Università della California, a Riverside, e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation Insight

I ricercatori del Labanof dell’Università Statale di Milano hanno esaminato due scheletri di donne e dei loro feti, con deformità attribuibili all'osteomalacia, una patologia legata alla fragilità ossea e associata alla carenza di vitamina D

Lo rivela uno studio effettuato su 1771 studenti di 48 scuole elementari pubbliche di Madrid

Ti potrebbero interessare

Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona

Un’équipe multidisciplinare accompagna i pazienti con anoressia, bulimia e binge eating attraverso percorsi terapeutici personalizzati e assistenza clinica completa.

Secondo SINPIA e FNOPo i disturbi del comportamento alimentare sono in aumento tra adolescenti e giovani donne. In Italia oltre 3 milioni di persone ne soffrono.

Ultime News

Più letti