Non solo nella soia, verrebbe da dire. Molti altri cibi e bevande possono contenere infatti alti livelli di sostanze chiamate isoflavoni: primi fra tutti birra, vino e noccioline tostate, un 'tris' classico dell'aperitivo tanto in voga anche in Italia. A scoprirlo sono stati gli scienziati del Mrc Dunn Human Nutrition Unit di Cambridge (Gb), che hanno testato la composizione di dozzine di alimenti e bevande utilizzando una tecnica estremamente sensibile, la spettrometria di massa, e concentrandosi sull'analisi della presenza degli isoflavoni, fitoestrogeni simili agli 'ormoni femminili' e dalle proprietà ancora non del tutto chiare.
Studi precedenti - riporta la rivista 'New Scientist' - avevano indagato sulla concentrazione di altri fitoestrogeni, detti lignani, in molti cibi, rilevandone una grande quantità ad esempio nelle noci e in altri prodotti. Ma avevano ignorato gli isoflavoni. Dalle nuove rilevazioni è però emerso che moltissime bevande e alimenti, molte più di quanto gli esperti britannici si aspettassero, contengono discrete quantità di queste sostanze. Studi sugli effetti dei fitoestrogeni - ricordano gli studiosi - hanno dipinto un quadro non ancora chiaro sulla loro reale utilità. Alcuni ne hanno decantato le proprietà anticancro, contro le malattie cardiovascolari e gli effetti negativi della menopausa. Altri hanno messo in collegamento alti livelli di isoflavoni con il rischio di tumore al seno e infertilità maschile. Insomma, via libera agli aperitivi, a proprio rischio o vantaggio.
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