
All'Ateneo lombardo che vede coinvolti nel progetto i dipartimenti di Medicina sperimentale, Neuroscienze e tecnologie biomediche, Biotecnologie e Bioscienze, andranno 3,8 milioni di euro. Le nanoparticelle, create ad hoc dagli scienziati, avranno la missione di traghettare le molecole 'spazzine', in grado di ripulire dal cervello e dal sangue il peptide beta-amiloide in eccesso. Una tecnica la cui efficacia verrà testata su ratti transgenici con Alzheimer. Se le aspettative della ricerca saranno attese, si potrà passare alla sperimentazione sull'uomo, spiegano i ricercatori coinvolti nel progetto che ha come coordinatore scientifico Massimo Masserini, ordinario di biochimica nella facoltà di Medicina e Chirurgia.




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