Gli autori hanno quindi osservato che le persone depresse, rispetto ai non depressi, avevano una probabilità nettamente superiore di andare incontro a un problema cardiovascolare di gravità variabile, morte compresa. In particolare, nei pazienti depressi 30-50enni il rischio di cardiopatia si impennava appunto del 212%, nella fascia 50-60 anni cresceva del 50% e negli over 60 del 39%. Non sono emerse invece differenze statisticamente significative fra uomini e donne. Questi dati, spiegano Macchia e colleghi, fanno chiarezza su un legame rimasto finora incerto. Se la correlazione fra depressione e attacchi di cuore nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare era infatti ben nota, rimaneva dubbio l'effetto del disagio esistenziale nei sani.




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