
La spesa farmaceutica convenzionata italiana - evidenzia ancora Farmindustria - è la più bassa tra i grandi Paesi europei (-31% pro-capite rispetto alla media, un valore inferiore anche considerando la distribuzione diretta) e dal 2001 al 2009 è diminuita del 4%. Nello stesso periodo, gli altri capitoli di spesa sanitaria sono cresciuti del 57,8%.
La spesa farmaceutica pubblica totale (territoriale più ospedaliera) tra il 2006 e il 2009 è aumentata del 4,8% rispetto al +9,9% delle altre voci di spesa sanitaria (e in particolare al +15,4% di altri beni e servizi). Nonostante questo, il 2009 è stato l'ottavo anno consecutivo di tagli dei prezzi dei medicinali che dal 2001 sono scesi del 25% rispetto a un'inflazione del 19%. Un fenomeno comune anche agli altri principali Paesi europei, ma che in Italia è più intenso, assicura Farmindustria. Quanto all'indotto farmaceutico, conta 61 mila addetti, 10 miliardi di fatturato e 700 milioni di investimenti. E quando l'industria e l'indotto hi-tech (materie prime, semilavorati, macchine e tecnologie per il processo e il confezionamento, componenti e servizi industriali) si uniscono creano un network, con eccellenze riconosciute a livello internazionale - conclude Farmindustria - con un valore superiore a quello delle due realtà prese separatamente.
Fonte: Adnkronos




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