
I relatori parlano di ''un'autentica gogna mediatica'' che spesso ''si abbatte su medici e strutture le quali, dopo anni, vengono nella maggioranza dei casi prosciolte, arrecando enormi danni umani ed economici''. ''Premesso che nessuna giustificazione è possibile innanzi alle condotte penalmente rilevanti, emerge la necessità - sostengono - di porre un argine a denunce e richieste di risarcimento spesso del tutto immotivate''. A livello normativo viene chiesto un intervento legislativo che disciplini il diritto alla salute, iniziando ad esempio dalla figura del consenso informato, ''oggi rimessa nella sua fondamentale valutazione alla sensibilità del singolo giudice''. Ogni anno, è stato ricordato, ''si registrano 20.000 nuove domande e denunce di risarcimento danni le quali portano di fatto un professionista a dover spendere circa 1/3 della propria vita professionale nella gestione degli aspetti legali connessi ad un procedimento in materia di risarcimento danni''. "Poche speranze" sono riposte nell'introduzione - a partire dal marzo 2011 - dell'istituto della mediazione. E questo perché "tale istituto potrebbe rilevarsi parzialmente utile se il contrasto riguarda la somma da liquidare, ma totalmente inapplicabile - come avviene nella maggior parte dei casi - quando la lite sorge sull'esistenza o meno di una responsabilità da parte del medico o della struttura". In Italia, dall'aprile 2009 al settembre 2010, si sono verificati 278 casi di incidenti clinici, pari ad uno ogni due giorni e mezzo, che hanno portato a 163 decessi, uno ogni quattro giorni.




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