
"L'episodio depressivo, invece - prosegue l'esperto - ha una maggior durata, presenta sintomi molto più accentuati e necessita di una cura adeguata per essere sconfitta. In questo percorso è prezioso il contributo del medico di medicina generale, per una precoce individuazione della malattia e quindi per un precoce inizio della terapia". Alla base di un problema così diffuso non solo problematiche psicologiche, ma anche aspetti fisici e motori legati al tempo che passa. "In primo luogo - spiega Aguglia - nella depressione dell'anziano c'è la non accettazione di un cambiamento che va di pari passo con l'avanzamento dell'età: la genesi sta nella difficoltà di reagire a tutta una serie di perdite che caratterizzano la terza età e si manifesta quindi come un episodio di tipo reattivo agli eventi più difficili di questa fase della vita. Queste perdite possono riguardare la riduzione delle capacità intellettive, della memoria, di reazione, oppure aspetti di tipo fisico-prestazionale (l'anziano non riesce più a svolgere i movimenti di un tempo), di tipo sessuale (riduzione delle funzionalità o impotenza), e ovviamente di tipo psicologico, in primo luogo la perdita del partner", condizione che aumenta sensibilmente il rischio di soffrire del male oscuro. La solitudine dunque dovrebbe far scattare l'allarme, ma non solo. Anche i segnali del corpo - come ad esempio dolori alle ossa e alle articolazioni, mal di testa, ipertensione - possono non essere solo 'acciacchi' di vecchiaia, ma sintomi specifici che devono indurre il medico di medicina generale a sospettare una depressione.
Fonte: Adnkronos




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.