
Il rinvio è fortemente voluto dagli avvocati che sostengono, come sottolinea il presidente del Cnf (Consiglio nazionale forense), Guido Alpa, in una lettera inviata al ministero della Giustizia, che non sono disponibili le aule presso i Tribunali, non sono reclutabili i conciliatori nel numero e con la professionalità richiesta, e a causa delle difficoltà sollevate dalle compagnie di assicurazione non si è potuto ancora assicurare i rischi della nuova attività. Dal fronte opposto, quindi sulla necessità di far partire subito la mediazione obbligatoria, si sono espresse Confindustria, Unionecamere, Legacoop Confapi e Rete imprese.
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