Questa stagione influenzale, ora al termine, è stata caratterizzata per il 70-80% dall'influenza di tipo A/California, e nel 15-24% dei casi da virus di tipo B/Brisbane. Entrambi coperti dal vaccino. 'Questi risultati - spiega Caterina Rizzo, del reparto di Epidemiologia delle malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità - non si allontanano da quelli delle stagioni precedenti alla pandemia. Il vaccino pandemico è stato più efficace per una serie di fattori, come la relativa giovane età dei soggetti vaccinati rispetto alle normali stagioni influenzali, il perfetto match fra ceppo circolante e ceppo contenuto nel vaccino e la presenza di un adiuvante nella maggior parte dei vaccini pandemici. Durante le normali stagioni influenzali, questi fattori non si verificano'. Gli over65 e i soggetti a rischio pre-esistenti 'possono rispondere in modo meno efficiente alla vaccinazione per il loro sistema immunitario a volte meno efficiente - conclude Rizzo - Inoltre la composizione del vaccino trivalente stagionale viene decisa molto prima rispetto all'inizio della stagione influenzale e per questo motivo può accadere che i virus circolanti abbiano delle mutazioni minori rispetto ai ceppi inclusi nel vaccino'.




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