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Due milioni gli italiani con l’epatite. Occorre migliorare la diagnosi precoce

Medicina Interna

 Dati ISTAT indicano piùdi 11.000 decessi/anno a causa di cirrosi o tumore del fegato. L'Italia èil paese europeo con il maggior numero di soggetti HCV positivi e detieneil triste primato di mortalitàin Europa per tumore primitivo del fegato (HCC). La diagnosi precoce a seguito di un test di screening delle epatiti croniche èun efficace strumento per un tempestivo trattamento delle infezioni e l'arresto della progressione delle malattie epatiche. A fronte di un costo annuo di 200 milioni di euro necessari a individuare e trattare la popolazione italiana a rischio di 554.000 individui, stima Matteo Ruggeri, economista dell'UniversitàCattolica, si potrebbero evitare ogni anno circa 68.000 casi di cirrosi, 4.100 casi di epatocarcinoma e gran parte dei trapianti di fegato oggi eseguiti annualmente nel nostro Paese. La vita dei soggetti positivi al test di screening, inoltre, si allungherebbe di circa un anno e mezzo. Tale risultato diviene significativo se si considera che il costo di un malato di cirrosi o epatocarcinoma èdi circa 1.600 euro, per cui l'investimento sarebbe 'solo' di 47 milioni di euro.Un esercito di pazienti che attendono i nuovi farmaci antivirali diretti di nuova generazione (inibitori delle proteasi come telaprevir e boceprevir), che arriveranno nel nostro Paese nei primi mesi del 2012 e che "rappresenteranno una rivoluzione terapeutica per quei pazienti che non rispondono alle terapie tradizionali", concordano  Antonio Gasbarrini e Americo Cicchetti.

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"L'efficacia di questi nuovi farmaci - continua il gastroenterologo della Cattolica, Gasbarrini - e le decine di migliaia di pazienti che ne potrebbero beneficiare rende cruciale un'attenta analisi economica preliminare che non puòassolutamente non tenere conto che una terapia antivirale efficace èl'unica arma che abbiamo a disposizione per prevenire lo sviluppo del tumore del fegato". Ecco il senso di questo workshop, continua Gasbarrini: "il punto èil costo della spesa oncologica, il nostro sistema non èpronto e noi vogliamo discuterne ora, per farci trovare pronti poi. Puntiamo ad analizzare il sistema, per una volta, con otto mesi di anticipo". Ecco il punto centrale della discussione: "se nel sud Italia osserviamo un'incidenza di queste malattie di circa il 7-8%, incidenza che in Svezia, ad esempio, sfiora il 2%, il costo del farmaco sarà sì lo stesso, ma ècerto che l'Italia ne avràbisogno il doppio", continua il professore. "E' chiaro che questi nuovi farmaci devono assolutamente entrare nel sistemasanitario nazionale, dove però non èancora prevista questa voce", conclude Gasbarrini, sottolineando che il costo di ogni ciclo di terapia si stima attorno ai 20mila euro.
Medicina Interna
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