Fanno ben sperare i risultati della prima sperimentazione sul vaccino per il tumore del rene metastatico, di cui si è parlato al congresso del centenario della Società italiana di urologia (Siu) a Roma. In particolare, sono emersi risultati buoni nei pazienti a basso rischio di recidiva, mentre molto positiva è risultata la tollerabilità.
I vaccini, solitamente utilizzati in medicina nella prevenzione delle malattie infettive come ad esempio il morbillo, aiutano il sistema immunitario a riconoscere e uccidere gli organismi che invadono il corpo umano. Un meccanismo che si è visto può funzionare anche per prevenire e aggredire tessuti tumorali. Questi vaccini anti-tumore, hanno spiegato gli esperti presenti nella Capitale per l'appuntamento della Siu, contengono una proteina specifica del tumore, che scatena la reazione del sistema immunitario. "Si tratta di una terapia adiuvante – ha spiegato Claudio Ferri, urologo del direttivo Siu - in quanto si fa dopo il trattamento chirurgico, con l'obiettivo di stimolare la reazione immunitaria contro eventuali cellule tumorali residue, responsabili spesso di recidive locali o a distanza".
Se ne parlerà sabato 14 settembre, sede idipharma di via G. Mameli 12 , Aci Bonaccorsi (Catania)
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