
Nei pazienti i frammenti di glutine non digerito passano nell'organismo attraverso l'intestino, che ha una permeabilità alterata e non riesce a svolgere normalmente la sua funzione di barriera. Il sistema immunitario, spiegano gli specialisti, percepisce il glutine in circolo come un elemento estraneo e, anziché eliminarlo, scatena una risposta alterata, che si rivolta anche contro l'organismo dello stesso paziente.
"Il vaccino, attraverso un metodo molto complesso, intende bloccare questa reazione autoimmune tipica della celiachia, che porta alla produzione di citochine dannose per l'intestino", riferisce Alessio Fasano, direttore del Centro di ricerca sulla celiachia e Biologia mucosale dell'Università del Maryland a Baltimora (Stati Uniti). "Il vaccino riesce a presentare i pezzettini di glutine alle cellule del sistema immunitario in maniera speciale: in questo modo rieduca le cellule, riprogrammandole perché tollerino il glutine e non producano citochine". La fase clinica iniziale di sperimentazione, coordinata da Robert Anderson della Divisione di Autoimmunità e trapianti dell'Hall Institute di Parkville a Melbourne, "comincerà entro fine anno su 12 pazienti - aggiunge Fasano - e ci aspettiamo buoni risultati".
È tuttora in sperimentazione sull'uomo anche un vaccino in grado cioè di prevenire la comparsa della celiachia nelle persone a rischio: è quello anti-Rotavirus, che dovrebbe eliminare uno dei fattori che accelerano l'arrivo della malattia nei soggetti predisposti.



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