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Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino

Non solo calorie o zuccheri: questi prodotti possono alterare i meccanismi che regolano fame, microbiota e infiammazione. E le conseguenze si riflettono su obesità, diabete e salute cardiovascolare
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Sono comodi, gustosi e spesso presenti nella nostra alimentazione quotidiana. Ma dietro l’aspetto invitante degli alimenti ultra-processati si nascondono effetti che vanno ben oltre l’aumento di peso. Sempre più evidenze scientifiche mostrano infatti come il loro consumo abituale possa influenzare l'equilibrio dell'intestino, favorire l'infiammazione cronica e aumentare il rischio di diverse malattie metaboliche e cardiovascolari.

Dalla lavorazione industriale all’assorbimento

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Biscotti confezionati, snack salati, bevande zuccherate, cereali per la colazione, piatti pronti e molti altri prodotti presenti quotidianamente nelle dispense degli italiani. Gli alimenti ultra-processati non sono una categoria marginale della dieta moderna: rappresentano una quota crescente delle calorie consumate ogni giorno e, secondo gli esperti, il loro impatto sulla salute va ben oltre il semplice apporto calorico.

Secondo Giovanni Marasco, professore dell'Università di Bologna in un’intervista rilasciata a Dottnet, la scarsa presenza di fibre rappresenta un elemento cruciale. «Questi alimenti per definizione mantengono una bassa quota di alimenti semplici, spesso ricchi di sale, di acidi grassi saturi e acidi grassi trans. Questo tipo di sostanze riesce a essere assorbito molto rapidamente dal nostro corpo, non avendo più neanche la fibra che va a rallentare e a modulare l'assorbimento del nutriente», spiega l'esperto. E quando i nutrienti vengono assorbiti troppo velocemente, l'organismo riceve grandi quantità di energia in poco tempo. Un meccanismo che, nel lungo periodo, può contribuire agli squilibri metabolici associati all'aumento di peso e alle malattie croniche.

Più gusto, meno sazietà

Un altro aspetto che rende questi prodotti particolarmente insidiosi riguarda la loro elevata palatabilità. In altre parole, sono progettati per essere molto appetibili e stimolare il desiderio di continuare a mangiarli. «Questo è direttamente associato a un over-uso di questi alimenti», osserva Marasco. Il risultato è una maggiore difficoltà nel controllare l'appetito. I meccanismi biologici che normalmente contribuiscono a spegnere il senso di fame possono diventare meno efficaci, favorendo un consumo eccessivo di calorie. «Aumentano i livelli di neuro-ormoni che fondamentalmente non bloccano la fame, il paziente ingrassa ed estrae più energia da quello che mangia, anche perché questi cibi sono molto calorici», aggiunge il professore.

Gli effetti sul microbiota

Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato quanto sia importante il microbiota, l'insieme di miliardi di microrganismi che vivono nel nostro intestino e contribuiscono a regolare numerose funzioni dell'organismo. Gli alimenti ultra-processati contengono frequentemente addensanti ed emulsionanti che, secondo gli studi, possono alterare questo delicato ecosistema. «Queste sostanze hanno un effetto disruttivo sul microbiota intestinale, aumentando le specie enteropatogene e riducendo invece quei generi batterici che producono sostanze antinfiammatorie», sottolinea Marasco. Quando l'equilibrio del microbiota si modifica, possono aumentare i processi infiammatori e peggiorare le condizioni favorevoli a diverse patologie metaboliche.

Quando l’intestino diventa più permeabile

L'impatto degli ultra-processati non si fermerebbe al microbiota. Alcuni componenti, in particolare gli emulsionanti, possono influenzare anche la barriera protettiva dell'intestino poiché «vanno a ridurre questa ulteriore protezione che ha il nostro organismo nei confronti dell'ambiente esterno», puntualizza Marasco. Questo fenomeno è noto come "leaky gut", o intestino aumentato di permeabilità. In questa condizione la barriera intestinale perde parte della propria capacità di funzionare come filtro, consentendo il passaggio di sostanze che normalmente dovrebbero rimanere confinate all'interno dell'intestino.

Dall'obesità al diabete: le conseguenze per la salute

Le alterazioni della barriera intestinale e del microbiota possono avere effetti che coinvolgono l'intero organismo. «La leaky gut si associa a una serie di patologie sistemiche come il fegato grasso, l'obesità e il diabete mellito che rientrano nella sfera della patologia cardiovascolare», evidenzia il professore. Si tratta di condizioni strettamente collegate tra loro e considerate tra i principali fattori di rischio per infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari. Per questo motivo gli esperti invitano a guardare agli ultra-processati non solo come a un problema nutrizionale, ma come a un fattore che può influenzare la salute complessiva dell'organismo.

L'infiammazione cronica e il possibile legame con alcuni tumori

Un ulteriore meccanismo riguarda l'attivazione del sistema immunitario. Quando sostanze indesiderate riescono a superare la barriera intestinale, possono favorire una risposta infiammatoria persistente «dando quella che in gergo chiamiamo infiammazione a basso grado che è alla base di diverse patologie», afferma Marasco. Questa infiammazione è oggi considerata uno dei fenomeni biologici coinvolti nello sviluppo di numerose malattie croniche e non a caso oggi «ci sono tanti dati di associazione tra l'utilizzo aumentato di cibi ultra-processati e il cancro gastrico e il cancro colorettale».

La scelta quotidiana può fare la differenza

Ridurre il consumo di alimenti ultra-processati non significa rinunciare al gusto, ma riportare al centro della dieta cibi freschi o minimamente trasformati, ricchi di fibre e nutrienti naturali. Frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e alimenti preparati con pochi ingredienti rappresentano la base di un'alimentazione che aiuta a proteggere il metabolismo, l'intestino e il cuore. Per i pazienti con obesità, diabete, ipertensione o altri fattori di rischio cardiovascolare, fare attenzione alla qualità degli alimenti consumati può diventare una delle strategie più efficaci per migliorare la salute nel lungo periodo.

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