
Michael Osterholm dell'Università del Minnesota ha preso in esame tantissimi studi fatti negli ultimi 40 anni sui vaccini antinfluenzali e poi ha selezionato solo quelli più accurati e cioè che tengono conto esclusivamente dei benefici specifici del vaccino nella prevenzione dell'influenza e in cui i casi di influenza siano stati accertati con tecniche diagnostiche precise. Con questi criteri più ''severi'' e restrittivi emerge la reale efficacia dei vaccini potrebbe essere sovrastimata (gli studi esclusi dalla sua analisi infatti tengono conto di benefici più vaghi, come riduzione del rischio ricovero, riduzione della mortalita' per tutte le cause e quindi possono portare a risultati fuorvianti e sovrastime). ''Le prove che i vaccini oggi in uso offrano una costante alta protezione non sono esaustive, soprattutto per individuo a rischio complicanze e per gli over-65 - spiega Osterholm. C'è un bisogno urgente di una nuova generazione di vaccini altamente efficace e a protezione incrociata'', ma chiaramente, sottolinea con forza Osterholm, nel frattempo dobbiamo continuare a usare i vaccini oggi disponibili per tenere a bada l'influenza stagionale.




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