
Le partecipanti reclutate nello studio avevano un tumore al seno o all’ovaio metastatico, andato in progressione dopo la terapia standard oppure erano pazienti non candidabili per le comuni terapie. Tutte erano pesantemente pretrattate e 21 di esse avevano già fatto tre o più cicli di chemioterapia in precedenza. Le pazienti sono state sottoposte a iniezioni mensili con il vaccino PANVAC, che esprime i marcatori tumorali CEA e MUC-1. Tra le donne colpite da tumore al seno, cinque presentavano livelli sierici elevati di CEA all’inizio dello studio e due hanno mostrato una riduzione del marker dopo il trattamento col vaccino, mentre quattro hanno ottenuto una stabilizzazione della malattia. Una ha avuto una risposta completa secondo i criteri RECIST ed è rimasta nello studio per più di 37 mesi, mostrando un calo significativo dell’interleuchina 6 e dell’interleuchina 8 entro 71 giorni; un’altra con metastasi confinate al mediastino ha mostrato una riduzione del 17% della massa mediastinica.
Invece, tra quelle con cancro alle ovaie, due hanno mostrato una riduzione dei livelli sierici di CA-125, antigene presente sulla superficie di molte cellule tumorali.
I risultati ottenuti dallo studio appaiono incoraggianti, resta tuttavia da valutare la sopravvivenza globale delle donne trattate con il vaccino e per valutarne l’efficacia.
Bibliografia: M. Mohebtash, et al. A pilot study of MUC-1/CEA/TRICOM poxviral-based vaccine in patients with metastatic breast and ovarian cancer. Clin Cancer Res 2011;17(22):1-10.




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