
La procreazione medicalmente assistita assume un peso sempre maggiore nel quadro della natalità italiana. Nel 2024 17.660 bambini sono nati grazie alle tecniche di PMA, il 4,8% di tutti i nati nel Paese, contro i 17.235 dell'anno precedente. In pratica, ormai quasi una nascita su venti in Italia è legata alla fecondazione assistita. È uno dei dati principali contenuti nella nuova Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sulla PMA 2026, relativa all'attività svolta dai centri nel 2024 e basata sui dati del Registro nazionale della Procreazione medicalmente assistita dell'Istituto superiore di sanità.
Aumentano coppie trattate e cicli
La crescita riguarda l'intero ricorso alla PMA. Nel corso del 2024 le coppie trattate sono state 92.394, rispetto alle 89.870 del 2023, mentre i cicli iniziati sono saliti da 112.804 a 115.455. Anche il numero dei bambini nati vivi è aumentato di 425 unità in un anno.
Il confronto con gli anni precedenti mostra quanto la fecondazione assistita abbia acquisito progressivamente rilevanza: nel 2016 i bambini nati attraverso queste tecniche erano 13.582 e rappresentavano il 2,9% delle nascite, mentre otto anni dopo la quota è arrivata al 4,8%.
I centri attivi in Italia
Nel 2024, nel nostro Paese risultano attivi 320 centri di procreazione medicalmente assistita: 95 pubblici, 18 privati convenzionati e 207 privati, considerando in quest'ultima categoria anche nove strutture siciliane con convenzioni parziali per un numero limitato di cicli. I centri di primo livello sono 117, mentre quelli di secondo e terzo livello, nei quali vengono eseguite le tecniche più complesse, sono 203.
La distribuzione dell'offerta, tuttavia, non è omogenea sul territorio. La Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sulla PMA 2026 dedica, infatti, un intero capitolo all'accessibilità dei servizi e fotografa differenze significative tra le regioni per presenza delle strutture, tipologia dell'offerta e possibilità di accedere ai trattamenti.
Il peso del pubblico e del privato
Un altro elemento riguarda il rapporto tra Servizio sanitario nazionale e strutture private. Un caso significativo è rappresentato dalla PMA con gameti donati: il 67,1% dei trattamenti di secondo e terzo livello con donazione viene effettuato nel settore privato.
Il quadro è però in evoluzione anche sul versante dell'accesso alle prestazioni attraverso il Servizio sanitario nazionale, in seguito all'inserimento della PMA nei nuovi Livelli essenziali di assistenza. Proprio la capacità di garantire un'offerta più uniforme rappresenta uno dei temi centrali per ridurre le differenze territoriali ancora presenti.
Per la prima volta cala la fecondazione eterologa
Tra le tendenze fotografate dalla nuova Relazione compare anche il primo calo del ricorso alla fecondazione eterologa dal 2014, dopo anni di crescita. Un settore nel quale rimane inoltre particolarmente rilevante il ricorso a materiale biologico proveniente dall'estero: quasi tutti gli ovociti utilizzati per i trattamenti con donazione vengono importati. Rimane elevata anche l'età delle donne che accedono alla procreazione medicalmente assistita, uno degli elementi che incidono sulle possibilità di successo dei trattamenti.
Una fotografia tra crescita e differenze territoriali
I numeri del 2024 restituiscono quindi l'immagine di una PMA sempre più presente nei percorsi di genitorialità in Italia: aumentano le coppie che vi ricorrono, i cicli effettuati e i bambini nati. Allo stesso tempo, la distribuzione dei centri e il diverso peso di pubblico, privato e privato convenzionato mostrano come l'accesso alle tecniche continui a non essere uniforme sul territorio nazionale.

Una revisione riunisce 21 revisioni sistematiche e 239 studi sugli interventi di cura per la dismenorrea: evidenze favorevoli soprattutto per FANS, esercizio fisico e termoterapia, con risultati promettenti anche per zenzero, finocchio e agopressione

L’OMS e i partner internazionali lanciano una roadmap globale 2026-2035 per contrastare preeclampsia ed eclampsia, rafforzando ricerca, diagnosi, accesso ai medicinali, assistenza clinica e sistemi sanitari.

I dati preliminari del sistema di sorveglianza ostetrica ItOSS mostrano una forte riduzione del ricorso a uno degli interventi più invasivi nelle emergenze ostetriche. A Roma specialisti internazionali discutono strategie e buone pratiche per miglior

I contenuti pubblicati sui social media possono influenzare il modo in cui le donne percepiscono le opzioni diagnostiche e terapeutiche.
Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.